Israele,informazioni pratiche

Se avete finalmente comprato un biglietto aereo per andare in Israele oppure siete incuriositi da questo lembo di terra con il suo mix di culture e  fedi e state pensando di organizzare un viaggio, ecco alcune informazioni pratiche per godervi al meglio il  soggiorno in questo Paese.

pass.jpg

Passaporto e timbri
Solitamente lo Stato d’Israele non pone limiti all’ingresso di cittadini con passaporti riportanti i timbri di paesi arabi e musulmani.
Diversamente alcuni Stati (Siria, Libia, Libano, Iran, Yemen e Arabia Saudita) non consentono l’ingresso di quei viaggiatori con visti o timbri israeliani sul passaporto. Se vi state ponendo il problema di dover rinunciare a futuri viaggi o di rifare il passaporto allora state tranquilli: da alcuni anni al controllo passaporti negli aeroporti israeliani i timbri  sono stati sostituiti da biglietti di ingresso e di uscita da conservare durante tutto il soggiorno.

IMG_2770.jpg

Transfert da/per aeroporto
Se arrivate all’aeroporto di Tel Aviv Ben Gurion e siete diretti a Gerusalemme o ad Haifa un ottimo mezzo per raggiungere il vostro albergo è lo Sherut. Sarà la vostra salvezza soprattutto se arrivate durante lo Shabbat quando i mezzi pubblici israeliani sono fermi e non volete essere salassati prendendo un taxi. Si tratta di minivan da 8-10 persone che, ad un prezzo conveniente, vi portano fino alla vostra destinazione, che si tratti di alberghi, ostelli o appartamenti. Lo sherut parte solo una volta che tutti i posti sono stati occupati e segue un tragitto che varia di volta in volta a seconda delle destinazioni dei passeggeri. Se avete fretta non è il mezzo che fa per voi, ma se avete tempo godetevi il viaggio e la compagnia.

I controlli all’aeroporto Ben Gurion
All’aeroporto Ben Gurion è bene presentarsi almeno 3 ore prima del volo in quanto i controlli di sicurezza non sono affatto uno scherzo. Arrivando in macchina o in taxi già ad un km prima dell’arrivo c’è un primo varco di sicurezza. La parte più lunga del controllo tuttavia ha luogo prima del check-in. Non si può accedere infatti direttamente ai banchi della propria compagnia aerea senza prima aver superato un vero e proprio colloquio con degli addetti alla sicurezza che non vi porranno solo le solite classiche domande quali chi ha preparato la valigia, se avete armi con voi etc etc. Noi per esempio abbiamo dovuto spiegare la nostra vita di coppia in due regioni diverse, quante volte all’anno ci vediamo, il motivo per cui non viviamo assieme etc etc. Insomma non sorprendetevi per il tipo di domande che vi porranno e non mostrate nemmeno troppa superficialità nell’affrontare l’intervista. Per dirvi, al nostro secondo viaggio, forte anche dell’adesivo con codice a barre iniziante per 2 posto sul retro del passaporto durante la nostra precedente visita in Israele (Sì, dovete sapere che al termine del colloquio appongono sul vostro passaporto un adesivo con codice a barre il cui primo numero va da 1 a 6 e che indica il vostro livello di pericolosità. Il numero 1 viene assegnato di solito solo ai cittadini israeliani e corrisponde ad un basso grado di pericolosità) stavo prendendo l’intervista un po’ troppo sotto gamba e con troppi stupidi sorrisi convinta che ormai fossimo considerati turisti tranquilli per Israele. Sbagliato Simona, sbagliato perché i controlli in aeroporto sono una cosa seria, gli agenti studiano tutto: il tono di voce, la mimica facciale.
Dopo il check-in ai banchi (ricordate, le valigie non vanno chiuse con il lucchetto), vi è un ulteriore controllo con la scannerizzazione del codice presente sul passaporto.
Se mi chiedete se i controlli siano troppi ed esagerati, vi dico di no. Forse sono fastidiosi sì ma alla fine sono per la stessa sicurezza di noi passeggeri.

Lo Shabbat
Lo Shabbat è il giorno di festa degli ebrei. Ha inizio il venerdì sera dopo il tramonto e termina il sabato un’ora dopo il calar del sole. Durante questo periodo di tempo tutti i mezzi pubblici israeliani si fermano così come i negozi, gli uffici, i siti governativi ed i musei che di solito il venerdì chiudono già alle 14. Dal momento che la legge ebraica proibisce lo svolgimento di qualsiasi forma di lavoro,  durante lo Shabbat risulta davvero difficile persino trovare un ristorante dove mangiare (Ovviamente il problema non si pone nelle zone arabe). Durante il nostro viaggio in Israele non avevamo compreso appieno quanto fosse rigida l’osservanza del riposo assoluto e così, con un alloggio a Gerusalemme Ovest, ci siamo trovati, e non sto scherzando, davvero a bocca asciutta. Memori della fame, al secondo viaggio abbiamo cercato in anticipo ristoranti aperti durante lo Shabbat e così non abbiamo risentito della festività. Che siate a  Gerusalemme, Tel Aviv, Haifa o in qualsiasi altra località israeliana non fatevi cogliere impreparati dalla festività. Individuate locali aperti e sfruttate questo periodo magari  per organizzare escursioni nelle località vicine, come in Cisgiordania se, per esempio, siete a Gerusalemme. La maggior parte delle agenzie offrono tour anche per il venerdì ed il sabato e non dovreste avere problemi a trovare tassisti disposti a portarvi, previo accordo, nelle località che volete visitare. Noi per esempio abbiamo sfruttato il sabato per organizzare con un tassista un’escursione di un’intera giornata tra Fortezza di Masada, Mar Morto e Gerico.

Se siete a Gerusalemme c’è sicuramente un luogo dove non andare durante lo Shabbat. Sto parlando di Meah She‘arim, il quartiere ultraortodosso in cui il tempo sembra essersi fermato. Uomini  con abiti neri, cappelli a falda larga, barbe lunghe e riccioli lungo le tempie, dediti allo studio della Torah e donne con gonne lunghe e capelli coperti da una cuffia.  Considerate che i turisti qui in generale non sono particolarmente amati  e che, qualora decidiate di visitarlo, è assolutamente consigliabile non fare foto e soprattutto indossare un abbigliamento consono al luogo, specialmente per le donne. Noi abbiamo semplicemente sfiorato il quartiere passando in taxi e le strade era transennate e presidiate dalla polizia. Passare di qui durante lo Shabbat potrebbe avere come conseguenza quella di essere presi a sassate.

Non sorprendetevi di vedere alcuni negozi aprire di sabato sera per alcune ore dopo la fine della festività. Succede per esempio a Gerusalemme al Mamilla Mall, un centro commerciale a cielo aperto vicino alla Porta di Giaffa che, tra l’altro, grazie alla pietra locale con cui è stato costruito ed alla presenza di sculture riesce ad inserirsi nel contesto architettonico della zona ed a rappresentare anche un gradevole intermezzo con i suoi cafe e ristoranti durante la visita in questa parte di città.
Un’ora dopo la fine dello Shabbat, i mezzi pubblici  quali treni ed autobus riprendono le loro corse.

La Spianata delle Moschee
Vi ho raccontato in un post su Gerusalemme come nonostante ben 2 viaggi in questa città non sia riuscita ad accedere alla Spianata delle Moschee con la Cupola della Roccia. Il motivo è presto detto (ahh se lo avessi saputo prima!): l’ammissione alla Spianata è consentita solo in determinati giorni ed orari e l’unico varco per accedervi è la passerella che passa sopra il Muro del Pianto.

Orari aprile-settembre Dom – Gio 7.30 – 11.00 / 13.30 – 14.30
Ven & Sab chiuso
Durante il mese del Ramadan gli orari delle visite sono dalle 7.30 alle 11.00, pomeriggio chiuso.
Orari ottobre-marzo Dom – Gio 7.30 -10.00 / 12.30 – 13.30
Ven & Sab chiuso
I tempi di attesa sono molto lunghi pertanto è consigliabile arrivare in anticipo.
16092016-DSC_0653.jpg

Sicurezza
Devo dire che uno degli aspetti su cui abbiamo riflettuto di più prima di organizzare un viaggio in Israele è stato proprio quello della sicurezza. Quando si tratta di Medio Oriente difficilmente si possono fare stime in anticipo, pertanto il desiderio di visitare questo magnifico Paese alla fine ci ha fatto superare qualsiasi dubbio. Prima di partire comunque ci siamo registrati sul sito della Farnesina Dove siamo nel mondo e abbiamo stipulato un’assicurazione sanitaria.
Premesso questo, devo dire che durante i nostri viaggi in Israele ci siamo sentiti sempre tranquilli e sicuri in qualsiasi città in cui siamo stati. La presenza delle forze dell’ordine e dei militari è capillare, specialmente nelle stazioni e, a Gerusalemme, all’interno della Città Vecchia, così come nei pressi delle diverse porte o di siti particolarmente importanti. Si tratta tuttavia di una presenza discreta o almeno questa è stata la nostra esperienza. Abbiamo preso autobus della Egged e viaggiato in treno nella massima tranquillità, sebbene questa fosse una delle nostre maggiori paure. La sensazione che abbiamo provato camminando per le strade è stata di assoluta serenità, perché alla fine la gente per strada vive tranquillamente, senza paure. Risposta pressoché unanime chiacchierando tanto con cittadini israeliani che palestinesi è stata che il turismo è un aspetto importante della loro economia e che la sicurezza dei turisti è fondamentale.

Lasciatevi incantare anche voi da questa Terra e dalla sua storia millenaria!

 

 

11 Risposte a “Israele,informazioni pratiche”

  1. Ormai non abbiamo dubbi, Israele è nelle prime posizioni della nostra “Wish List”. Non sappiamo ancora quando avremo occasione di visitarla, ma ciò di cui siamo certi è che ci studieremo nel dettaglio i tuoi articoli, che sono sicuramente più dettagliati di qualsiasi guida in circolazione!!Grazie per tutte queste preziosissime informazioni!

    1. Grazie mille ragazzi! Sempre gentili! Sono sicura che amanti del trekking come siete fareste dei percorsi interessanti che noi per il momento abbiamo scartato!

      1. Mi hai letto nel pensiero! Tanti anni fa lessi “A un cerbiatto somiglia il mio amore” e l’idea di camminare nei luoghi del romanzo mi ronza in testa da allora…

  2. L’amore per questa terra traspare da ogni tua parola, anche se semplici info! Io sono tra quelle persone che sopportano ben volentieri le ore ed ore di fila (tranne quando sono in ritardo) se finalizzate alla sicurezza. E sono anche tra quelli che non si scandalizzano affatto per lo scandalo sui dati FB di questi giorni. Ma dico io cosa polemizzano se in rete mettono di tutto, anche le foto in cui vanno al bagno?! Oramai siamo consapevoli che tutto questo costituisce l’altra faccia della medaglia. Vogliamo la tecnologia? Questa è: in entrata e in uscita 😉 Io poi non ho nulla da nascondere (tranne ai miei che bloggo in incognito) hihihihi 😛
    Comunque ho segnato tutto perché da Napoli c’è un diretto fresco fresco per Tel Aviv! 😉 Ti abbraccio!

    1. Grazie cara! Ma sì,sembra quasi abbiano fatto la scoperta dell’acqua calda. Lo “scandalo” di queste settimane non dice nulla di più rispetto a ciò che si sapeva già! Sfrutta il collegamento,mi raccomando. Magari col calendario alla mano. Giusto per evitare i loro giorni festivi nazionali.
      Un abbraccio anche a te 😉

  3. Quante notizie interessanti! La prima cosa che mi chiederei, in effetti, è proprio la sicurezza. Mi sono immaginata gli israeliani tranquilli fuori dalle loro case, in un vicolo profumato di pane e detersivo. E sai perché? Perché riesci sempre a evocare delle immagini bellissime (si vede che sei anche una fotografa)

    1. Grazie mille Roberta! Una cosa però devo dire:in Israele non ho trovato l’atmosfera dei nostri centri storici (o perlomeno quelli della mia Puglia,che tu stessa recentemente nei tuoi giorni a Troia hai visto e percepito). Però la vita è tranquilla e serena. Sicuramente hanno imparato a convivere con la paura e si sentono una comunità unita e perciò forte. Una bella immagine di gioia e serenità l’ho vista alla fine dello Shabbat a Gerusalemme Ovest con le famiglie per strada sorridenti al termine della festa.

      1. Immagino che sia diversa. Mio marito mi ha detto una cosa simile

        1. È stato anche lui in Israele? Allora dovete tornarci assieme ☺️

          1. Sì, per lavoro, sia a Tel Aviv che a Gerusalemme. Non ha amato particolarmente i paesaggi né la prima città. Sicuramente è rimasto colpito da Gerusalemme

          2. Ecco allora le nostre impressioni erano giuste. Leggendo sulla guida quello che aveva da offrire ci siamo resi conto che Tel Aviv non faceva per noi e così l’abbiamo evitata.

Lascia un commento

* Questa casella GDPR è richiesta

*

Accetto