Aneddoti di viaggio. Quella volta che…

quella volta che

Non credo esista viaggio senza imprevisti o storie buffe di cui parlare al nostro ritorno. E a me piace raccontarne. In fondo fanno anche essi parte dell’esperienza e quando abbiamo tutto ormai alle spalle cosa c’è di male nel riderci su?

Bed Bugs
La mia piccola lista di assurdità non può non cominciare dalla mia prima e, spero, anche unica esperienza con le cimici dei letti. Le nemiche più temute di ogni viaggiatore.

Bed bugs
Le temutissime cimici dei letti!

In viaggio con amiche a Madrid prenotiamo tre letti nella stanza dormitorio di un hostal. Al nostro arrivo un odore che, solo col senno di poi, assoceremo a quello di un insetticida, pervade l’intera abitazione ma non ci facciamo caso più di tanto. Non ci insospettisce nemmeno la storia della sesta occupante del dormitorio che, pur avendo pagato un’intera settimana, dopo la prima notte ha preso le sue cose e se n’è andata. Il giorno prima della nostra partenza facciamo l’amara scoperta. Una delle due ragazze brasiliane che dividono con noi la stanza ci racconta che l’amica è finita in ospedale. Il suo corpo è coperto interamente da morsi di insetti e probabilmente si tratta di cimici. Per la prima volta guardiamo con attenzione i muri..qua e là segni di macchie rosse. Panico. Usciamo e decidiamo di trascorrere meno tempo possibile in quell’abitazione. Ma ci tocca pure dormire e così al nostro ritorno allontaniamo i letti dal muro e dalle tende. Dormiamo vestite, quasi che la cosa possa salvarci 🙂
Alle 5 del mattino mi sveglio di soprassalto. Come in un film horror la mia amica è in piedi davanti al mio letto e  brandendo il tubo di cartone del poster acquistato al Prado è pronta ad uccidere una maledetta cimice sul mio cuscino. Credetemi, nonostante l’incubo delle cimici, non abbiamo mai riso così tanto. Probabilmente non ho mai lasciato alcun alloggio in così largo anticipo in tutta la mia vita come a Madrid. Inutile dirvi che siamo tornate a casa con le valigie con cimici nascoste in ogni dove.

L’aspirante pilota
Non so se avete provato mai la folle esperienza di girare in macchina ad Istanbul, soprattutto sulle tangenziali. Le frecce sono un optional e gli automobilisti sfrecciano a velocità pazzesche superando a destra e a sinistra o cambiando repentinamente corsia.
Tra spostamenti in taxi o in auto aziendali ormai mi sono abituata a questa follia tutta turca, ma a volte riesco ancora a stupirmi.

taxi ad istanbul
Taxi all’aeroporto Atatürk

Come durante il mio ultimo viaggio ad Istanbul solo pochi mesi fa. E’ mattina presto e come al solito prendiamo il taxi per andare in aeroporto. Il nostro hotel è in zona Merter, una soluzione comoda quando si ha il volo di prima mattina e non si vuole rischiare di rimanere intrappolati nel traffico di Istanbul. Imboccata da poco la tangenziale una corvette ci supera. Chissà cosa scatta nella mente del nostro tassista che alla guida di una fiat albea decide che sia cosa sensata, con dei passeggeri a bordo, intraprendere una folle gara ad alta velocità con la corvette. Sarà perché il mio collega se la ridacchia ma il tassista sorride tutto orgoglioso credendo di fare qualcosa di intelligente. Finalmente l’uscita per l’aeroporto. Mai stata così felice di arrivarci. Ah, se ve lo siete chiesti, la corvette ci ha fatto mangiare la polvere.

Il massaggiatore vendicativo
Odio i massaggi. Profondamente. Lo so, forse sono l’unica al mondo ma è così: invece di rilassarmi mi mettono ancora di più in tensione. Così quando durante il mio secondo viaggio in Cina i nostri fornitori, venendoci a prendere in hotel, ci comunicano di avere in serbo per noi una piacevole sorpresa e che questa sorpresa è un massaggio ai piedi non faccio salti di gioia. Provo in tutti i modi a dir loro che sono davvero tanto ma tanto gentili ma che preferirei starmene lì seduta a guardare ma niente da fare. Mi fanno accomodare su una delle poltrone disposte in fila e mi tocca il supplizio.

massaggio
Ecco, più o meno la mia espressione tutto il tempo!

Eccomi sulla poltrona a sopportare questa tortura cinese mentre signorine gentili non fanno altro che portarci tè con erbette varie. Devo dire che ho reso il lavoro del massaggiatore davvero difficile. Ho riso tutto il tempo fino alle lacrime e allontanato continuamente le gambe mentre lui, il massaggiatore, in silenzio sopportava tutto.
Mentre sono intenta a parlare con i miei ospiti improvvisamente sento un forte pam sulla mia gamba e il massaggiatore ridere di gusto. Aveva ucciso una zanzara sulla mia gamba con un sonoro schiaffo. Che dire, non ho riso più.

Il passeggero molesto
Quante volte vi è capitato di leggere sui giornali notizie di passeggeri ubriachi in volo e di aver tirato un sospiro di sollievo per non essere su quell’aereo?
aereo
Be’ anche io ero tra quei lettori finché non ho provato il piacere di questa esperienza. Ora se trovarsi in una situazione del genere su un volo di poche ore può essere una iattura, immaginate quanto possa esserlo su un volo intercontinentale di 12 ore. E immaginate il piacere di aver un passeggero ubriaco e molesto proprio dietro di voi.
Siamo decollati da poche ore da Tokyo ed ecco che il passeggero dietro il mio sedile, un giapponese di mezza età, comincia a dare a me e alla mia amica dei colpetti in testa, per poi passare a scuotere i nostri sedili. Il nostro poco simpatico amico, lo capiremo presto dal vuoto sul pavimento, si è scolato una bottiglia sana di chivas. Servono a poco i limiti sui liquidi quando poi al duty free puoi comprarti di tutto. A nulla valgono i nostri Stop it.
Imperterrito continua con i suoi colpetti in testa e a tirarci i capelli. Sì, un molestatore dal comportamento infantile.  L’intervento delle hostess serve a poco, perché dopo un po’ eccolo lì che ricomincia. E per la prima, e spero ultima, volta nella mia vita, dopo essere andata a parlare con le hostess, mi ritrovo al cospetto del comandante, che interviene per far calmare il passeggero. Con la minaccia di un atterraggio di emergenza (e credo anche di qualche tranquillante), il comandante riesce a riportare il passeggero alla calma. All’atterraggio la zona intorno al sedile del giapponese è un campo di battaglia, in ogni senso.

L’arresto

arresto
Il posto sbagliato al momento sbagliato

No, no, non stiamo parlando del mio arresto, tranquilli, ma della giusta punizione ricevuta per essermi fermata a mangiare in un McDonald’s nel mio weekend da sola ad Amsterdam.
Eccomi nell’inferno del food. Mi vado a sedere ad un tavolo in fondo alla sala. Solo io ed un tizio seduto al tavolo accanto. D’un tratto arrivano due uomini in pantaloncini. Tutto avrei detto tranne che fossero poliziotti in borghese. Dicono qualcosa all’uomo che accenna ad una fuga. I due lo bloccano e cominciano svuotare il suo zainetto. Trovano qualcosa perché scattano le manette. Uno spacciatore. E sì, al di fuori dei Coffee Shop,  la vendita di droghe non è permessa.
Simona, vedi che i fast food non fanno bene? Ora se non vi dispiace toglierei il disturbo,prendo il mio vassoio e me ne vado, ma voi continuate eh.

E voi? Amate raccontare gli imprevisti incontrati sulle vostre strade di viaggiatori oppure preferite metterci una pietra su?
Raccontatemi le vostre esperienze!

10 Risposte a “Aneddoti di viaggio. Quella volta che…”

  1. OVVOVE le cimici! Nonostante la fortuna abbia voluto che io non mi imbattersi mai in questa piaga d’Egitto, quello delle cimici è anche un mio incubo quando scelgo un posto per dormire! E peggio delle cimici c’è solo la reazione di Orso per gli anni a venire…non ci voglio pensare! Noooooo fammi capire! Il massaggio come benefit aziendale e tu quasi lo rifiuti? Io starei ore a farmi fare i grattini 😛 Però la zanzara trucidata sulla tua gamba no hahaha! Di passeggeri molesti avoja, per fortuna ubriaconi ancora no ma bambini, russatori professionisti e piacioni in grandi quantità. L’aspirante pilota nemmeno però i tassisti hanno il brutto vizio di parlarti e guardarti nello specchietto per tutto il tempo. E tu lì con l’ansia di tamponare da un momento all’altro 😀 Non che mi preoccupi del taxi o dei danni…ma di arrivare tardi in aeroporto! Davvero esilaranti questi episodi Simona! Per fortuna è roba che puoi riderci su 😉 Tranne che per la maledizione delle cimici, quella no è roba seria! Buonanotte!

    1. Grazie per aver letto Daniela!! Rido ora sulle cimici ma ho dovuto buttare una valigia nuova tanto si erano infilare nelle cuciture per non parlare di shampoo e altri prodotti speciale per non rischiare di esserci portate di tutto a casa! Però devo dirmi che svegliarmi con la mia amica che sembrava volesse uccidermi non ha prezzo 😂😂😂😂😂
      Odio proprio i massaggi 😱😱😱😱😱
      Buon weekend cara!!

  2. Ciao Simona! Anch’io adoro raccontare disavventure di viaggio, anzi non so per quale motivo al mio ritorno tendo a raccontare sommariamente cosa di bello ho visto /fatto e minuziosamente le eventuali disavventure. Mi è piaciuto molto il tuo articolo, come scrivi, e mi piacerebbe in futuro risponderti con un articolo, ovviamente specificando la fonte del Tag, sempre che ti sia d’accordo 😉
    Piacere di averti conosciuto, ciao!

    1. Ciao Alessia! Grazie mille per i complimenti e assolutamente sì, puoi rispondermi con un articolo! Mi farebbe molto piacere! Sai, che anche io finisco per raccontare per filo e per segno le disavventure mentre magari sono più vaga sul resto delle cose?? 😆😆
      Non so perché facciamo questa cosa ma se le disavventure sono alle spalle non ci vedo nulla di male! Grazie per essere passata di qui! Ti seguirò volentieri. Ho dato un’occhiata veloce al tuo post su Salisburgo. Desidero da tanto andarci ma non credevo fosse così bella!! Un piacere per me conoscerti!

      1. Le cimici dei letti sono davvero un incubo! Ancora oggi quando sono in hotel nel cuore della notte mi sveglio per controllare il letto! Non immaginavo che anche negli USA potesse essere un problema diffuso.
        Del giapponese in aereo sono rimasta sorpresa perché ì giapponesi sono tra i popoli più a modo ma quando ci danno giù con l’alcol non ce n’è per nessuno!!
        Grazie per aver letto, Alessandro!!

  3. Oddio Simo, l’immagine del bed bug iniziale è terrificante e non sai che paura avevamo di averne a che fare negli States!
    Sai quante recensioni narravano di esperienze terrificanti??
    Per non parlare degli aspiranti piloti californiani: arrivati a Los Angeles ed entrati in superstrada, ecco che comincia il delirio totale! Non sapevo che anche Istanbul partecipasse alla classifica “città più indisciplinate alla guida”, ma annoto e cercherò di ricordarlo per arrivare preparato! 😉
    In ogni caso, grazie al cielo non abbiamo mai avuto a che fare con passeggeri molesti (oddio, qualcuno che urlava e disturbava il sonno, ma niente di che: una cazziata e via! ahahaha): dev’essere stata un’esperienza mica tanto “bionda”, come si dice qui da noi!

  4. 😂😂😂 che ridere Simo! Anche a noi capitano sempre disavventure, ma un articolo non puo’bastare a contenerle tutte… Fiammetta, durante il suo primo interrail con la sua amica Giulia aveva addirittura un quaderno dove annotava solo quelle!!! Un abbraccio grande dall’Australia!

    1. Allora Fiammetta davvero mi batte, addirittura un quaderno! 🙂
      Le disavventure fanno parte di ogni viaggio e ricordo che ne raccontate sempre nei vostri post. E’ bello parlarne. Ed è bello riderne su.
      Ragazzi un abbraccio fin laggiù in Australia!

  5. Articolo divertentissimo perché sei riuscita a trattare le disavventure facendole diventare leggerezze. Massimo

    1. Grazie mille Massimo. Per fortuna nulla di grave tanto da poterne parlare con leggerezza. Anche le cimici dei letti: nonostante tutto ci abbiamo riso come pazze persino mentre vivevamo la disavventura!

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