Copenhagen e quell’atmosfera hygge nell’aria

So hygge!

L’inverno è il momento dell’anno in cui l’arte danese dell’hygge raggiunge la sua massima espressione ed a  Copenhagen, nel periodo delle feste, con il profumo di cannella nell’aria, le calde luci delle candele alle finestre ed i plaid sulle sedie nei locali  si può godere di una intensa sensazione di benessere ed intimità

Sì, a Copenhagen ho percepito un senso di felicità assaporando quelle piccole gioie che hanno fatto dell’hygge un vero e proprio monumento nazionale, tanto da spingere la Danimarca a chiederne il riconoscimento come Patrimonio dell’Unesco.

Una insolita panetteria che mi ha fatto tornare indietro nel tempo

Arriviamo nella città della Sirenetta il 29 dicembre con le luci del crepuscolo e ci innamoriamo subito dell’atmosfera che si respira. Luci natalizie, fiocchi di neve che cadono, Tivoli vestita a festa. Il nostro hotel è proprio a ridosso della Piazza del Municipio e ci è davvero facile muoverci a piedi sia per raggiungere Strøget, la famosa via pedonale, che Nyhavn, l’incantevole antico porto di Copenhagen.

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Si gela..giusto un po!

Alla scoperta di Copenhagen

Giusto il tempo di lasciare i bagagli e ci precipitiamo fuori, fa un freddo cane, ma chi lo sente quando sei stra-eccitato per una nuova avventura? Ci sediamo a mangiare in un ristorante danese poco lontano dall’ingresso principale di Tivoli, il che vuol dire grande mannaia sul portafoglio. Quello del caro vita è sicuramente l’aspetto più critico del viaggio nella capitale danese.

Copenaghen è senza ombra di dubbio una città costosa e può esserlo ancor di più se ci si butta nel primo ristorante che ci si trova davanti.  Cosa che ovviamente fa la mia eterogenea combriccola. Sperimento qui quanto sia difficile mettere d’accordo diverse teste, siamo in quattro ed ognuna con le proprie idee.

Il risveglio a Copenhagen inizia ottimamente nella caffetteria poco distante dal nostro hotel. Percepiamo subito quella famosa atmosfera accogliente così intrinseca della società danese. Una Carrot Cake coperta di glassa, un tè caldo, comodi divani, insomma un ambiente familiare. La felicità nelle piccole cose. Sarà il nostro buongiorno per tutta la durata della nostra permanenza nella capitale danese e non perderemo occasione di entrare in varie caffetterie per godere di questa atmosfera e scaldarci un po’, ovviamente.

Nyhavn

Ci dirigiamo verso uno dei luoghi che più rappresentano Copenhagen, ovvero Nyhavn  con i suoi edifici colorati che si riflettono nell’acqua, gli stand di legno lungo il molo, i pub ed i ristoranti. Il meteo è clemente. Non c’è neve e l’aria è frizzante. Per arrivarci percorriamo Strøget la via pedonale più famosa della città che, da Rådhuspladsen a Kongens Nytorv, collega ben cinque strade. C’è un gran via vai di gente, catene di abbigliamento e boutique, ristoranti e pub, statue e fontane.

Strøget
Strøget, la via pedonale più famosa

Lungo la via una tappa obbligatoria per la gioia degli occhi è il flagship store della Royal Copenhagen che è ospitato su tre piani in un meraviglioso palazzo rinascimentale del 1616. I prezzi delle famose porcellane danesi sono intoccabili ma è comunque un bel tuffarsi in un mare di blu e bianco.

L’area antistante Nyhavn è occupata da una gigantesca ancora, il Mindeankeret, monumento commemorativo agli  oltre 1700 uomini della Marina Militare danese morti durante la seconda guerra mondiale.

Mindeankeret
Mindeankeret

Oltre il Mindeankeret la vista si apre sui pittoreschi edifici di Nyhavn che curiosamente vuol dire Porto Nuovo anche se nuovo non lo è affatto! Questo porto canale fu fatto costruire da Christian V di Danimarca tra il 1670 ed il 1673. Una volta frequentato da marinai e prostitute oggi è una delle zone più vivaci e animate della città dove bersi una birra, gustare piatti danesi in uno dei tanti ristoranti o semplicemente rilassarsi sedendosi sul molo di legno.

Havfruen
Havfruen: la sirena

 

Nyhavn
Nyhavn

Se amate le favole e Hans Christian Andersen, qui a Nyhavn troverete alcuni edifici che potrebbero interessarvi. Lungo il porto canale infatti Andersen visse quasi tutta la sua vita. Prima al numero 20, poi al 67 ed infine al 18.

Nyhavn
I colori di Nyhavn

Non pochi sono a dir la verità i luoghi dello scrittore danese a Copenaghen. Presso il Bakkehusmuseet, che nel 1800 era ritrovo di poeti e letterati, potrete trovare diversi oggetti appartenuti ad Andersen, mentre nel cimitero Assistens Kirkegård nel quartiere alla moda di Nørrebro riposano le sue spoglie.

A Nyhavn abbiamo trascorso moltissimo tempo, in parte per la vicinanza all’hotel cosa che rendeva particolarmente piacevole trascorrere le serate qui.

Nyhavn
Nyhavn avvolta dal buio

Tra i ristoranti visitati non poteva mancare il Cap Horn al numero 21 che ci ha incantate per la calda atmosfera: pavimento in legno, un caminetto, graziosi soprammobili. Fuori poi un patio con vista sul molo, ma solo per i coraggiosi che vogliono sfidare il freddo. Si tratta di un ristorante biologico a base di prodotti stagionali per cui non vi aspettate prezzi bassi.

Cap Horn
Cap Horn

Canal Tour

Dal porto inoltre partono diversi tour dei canali che, come già mi era capitato di constatare a Stoccolma, offrono un’interessante prospettiva sulla città e permettono di vedere zone che magari non riusciremmo a visitare con pochi giorni di tempo a disposizione.

canali
Non siete affascinati anche voi dalle città con i canali?

Tra l’altro un giro dei canali in barca (i battelli sono coperti e riscaldati, a prova di inverno) è incluso nella Copenhagen Card pertanto decidiamo di non lasciarci sfuggire l’occasione. Ogni sedile ha un audioguida e nel caso del nostro battello abbiamo anche la fortuna di averla in italiano (ma attenzione non è sempre così), cosa che male non fa.

Il tour dei canali parte dal vecchio porto e durante il percorso tocchiamo alcuni dei luoghi di maggior interesse come l’Opera, una struttura futuristica con un design d’avanguardia donata alla città di Copenhagen dalla Maersk, poi il palazzo di Amalienborg, ovvero la residenza ufficiale dei Reali danesi, l’affascinante Palazzo della Borsa sull’isola di Slotsholmen con la sua guglia attorno al quale sono attorcigliate le code di quattro draghi, il “Diamante Nero”, ovvero il nuovo edificio della biblioteca reale, così chiamato per il suo rivestimento in granito nero, il quartiere hippie di Christiania e ovviamente la statua della Sirenetta.
Purtroppo dovremo accontentarci di vedere Christiania solo dall’acqua per mancanza di tempo.

Palazzo della Borsa

Il Palazzo della Borsa con le code di drago attorcigliate alla guglia

Rosenborg Slot

Viaggiando con due amiche amanti delle famiglie reali e dei castelli era impossibile perdersi la visita al Rosenborg Slot, incluso anche questo tra le attrazioni visitabili gratuitamente con la Copenhagen Card.

Rosenborg Slot
Rosenborg Slot

Con le sue alte torri sormontate da guglie verdi ed i mattoni rossi ad ornare le pareti. il castello di Rosenborg è uno degli edifici meglio conservati in stile rinascimentale olandese. Fatto costruire dall’illuminato Christian IV, il castello inizialmente fu utilizzato come residenza estiva e di caccia per poi diventare la dimora preferita del re che volle farsi  portare qui nei suoi ultimi giorni di vita.

Visitare il castello attraversando le camere private dei monarchi, le sale di rappresentanza riccamente adornate è una passeggiata nella storia di almeno 300 anni di monarchia danese. Oltre ad ospitare mostre temporanee, custodisce le insegne reali ed i gioielli della Corona danese, tra cui la corona in oro, zaffiri, perle ed altre pietre preziose del modico peso di 3 kg utilizzata per l’incoronazione di Christian V, e gli incredibili leoni d’argento a grandezza naturale che fanno da guardia al trono dei monarchi nella Sala dei Cavalieri.

Eppure, nonostante ci siano buoni motivi per non perdersi i luccichii all’interno del castello, la parte preferita di questa residenza già a partire dal lontano 1771, quando furono aperti al pubblico, sono i giardini reali dove i danesi amano passeggiare o fare picnic.

Rosenborg Slot
Rosenborg Slot

Proprio accanto al Rosenborg Slot si trova la caserma delle Guardie Reali ed ogni giorno alle 11.30 proprio dal castello si può seguire la loro marcia dal castello al Palazzo di Amalienborg, attuale residenza dei monarchi, dove alle 12 ha luogo il cambio della guardia.

Nationalmuseet

Nella giornata del 31 di buon mattino decidiamo di concederci un altro museo anche se la voglia di scoprire ogni angolo di Copenhagen è davvero forte. Da amante del mondo scandinavo quale sono, non potevo mancare la visita al National Museet con il suo percorso sulla storia vichinga e  danese dell’ultimo secolo.

uro
L’uro,un bovino selvatico estinto solitamente raffigurato nei dipinti di antiche caverne europee

E’ un interessante viaggio che parte dalla Preistoria danese passando per il Medioevo ed il Rinascimento fino a giungere al periodo dell’occupazione tedesca nella seconda guerra mondiale.

Senza ombra di dubbio è il periodo preistorico fino all’epoca vichinga, almeno per quanto mi riguarda, ad attirare l’attenzione. Lo sciamanesimo nordico, la magia runica, gli dei della mitologia norrena, insomma un collezione straordinaria per gli amanti del mondo vichingo. L’organizzazione del museo in tre mostre permanenti dedicate a precisi periodi storici (Preistoria danese, Medioevo e Rinascimento e storie della Danimarca dal 1660 in poi), permette al visitatore, in caso di poco tempo a disposizione, di concentrarsi solo su parte delle collezioni.
A completare l’offerta del museo poi una vastissima raccolta etnografica di oggetti provenienti da tutte le parti del mondo. Per quanto mi riguarda, un museo che vale la pena visitare.

Lur
I lur, strumenti a fiato dell’età del bronzo di cui si narra nelle saghe islandesi
Rune
La parola runa significa “mantenere un segreto”. Nelle saghe si raccontava come la magia runica potesse trasformarsi in qualcosa di pericoloso se chi la utilizzava non ne conosceva i segreti

Tivoli

Entrate nell’incantato mondo di Tivoli sembra voler suggerire l’ingresso vestito a festa di uno dei parchi tematici più antichi del mondo. Pensate che aprì i battenti nel lontano 1843 ispirando persino quel genio di Walt Disney!
La musica di sottofondo, le voci allegre dei visitatori, le illuminazioni con le lanterne cinesi e gli addobbi natalizi. Posso dirvi che già solo varcare l’ingresso mi ha fatto sentire come una bambina catapultata in un paese delle meraviglie in versione invernale?

Tivoli
Signori e Signore, entrate nell’incantato mondo di Tivoli!

Se non ve ne eravate ancora accorti dai miei post precedenti legati al mondo nordico in abito invernale, io AMO il Natale e amici, di tutte le esperienze legate ai mercatini di Natale o al mondo di Santa Claus, quella a Tivoli è stata quella che mi ha coinvolta di più.

Tivoli non è sicuramente a buon mercato. L’entrata, a meno che non si abbia la Copenhagen Card, è a pagamento e acquistare il semplice biglietto di ingresso non permettere di usufruire delle giostre e di altre attrazioni, ma nel periodo natalizio credo valga la pena passare sotto il grande arco ed entrare in questo mondo magico.

Durante questo periodo al suo interno si svolgono i tradizionali mercatini. Sulle bancarelle troverete decorazioni a tema, candele (credo che i danesi possano essere ufficialmente considerati i maggiori consumatori di candele), dolci alla cannella ed allo zenzero, oggetti in legno, tutto per rendere l’atmosfera della vostra calda e accogliente come vuole l’hygge e naturalmente non possono mancare gli stand in cui poter gustare una tazza di gløgg, il vin brulè speziato e arricchito di uvetta e mandorle,  oppure sgranocchiare i famosi rød pølse o il più popolare tra i piatti danesi, lo smørrebrød.
All’interno del parco ci sono numerosi ristoranti ed anche un ricco calendario di spettacoli e concerti che sono inclusi nel biglietto di ingresso. 

Un parco dall’animo vintage

Tivoli Gardens
Anche un tocco di esotico nelle decorazioni a Tivoli

Ma Tivoli resta un parco per tutte le stagioni (attenzione però al calendario delle aperture) con gli allestimenti che variano in base alle festività.  Oltre alle giostre, ci sono padiglioni esotici, il Teatro della Pantomima d’ispirazione cinese con il sipario raffigurante una coda di pavone, la Pagoda Giapponese del 1900 illuminata da quasi 3.000 lampadine. Alla sera questo parco saprà regalarvi sempre atmosfere romantiche.

Se siete a Copenhagen per fine anno, non dimenticate che il 31 dicembre Tivoli chiude i suoi cancelli per riaprirli solo il 1º febbraio.

La Sirenetta

Trovare la Sirenetta non è stato un gioco da ragazzi. Ne abbiamo dovuta fare di strada passeggiando lungo le banchine del Nyhavn e dell’Inderhavn prima di arrivare al molo della Langelinje dove su uno scoglio di granito riposa l’icona di Copenhagen.

Nata dalla penna di Andersen, la Sirenetta in una sua trasposizione artistica ad opera del Royal Danish Ballet impressionò così tanto il fondatore della Carlsberg da spingerlo a commissionarne la scultura, per poi regalarla alla città di Copenhagen.

The little mermaid
La Sirenetta

La vita della Sirenetta sul suo scoglio non è stata sempre rose e fiori. Due volte decapitata,  poi privata di un braccio, persino un tentativo di farla esplodere! Ma al tempo stesso è stata anche una viaggiatrice instancabile andando in tour per il mondo. Una vita decisamente non tranquilla per questa piccoletta di appena 125 cm!

In tutta onestà non mi ha colpito particolarmente. Per di più lo skyline di ciminiere alle sue spalle non rende lo scenario davvero suggestivo. A voi la scelta se arrivare fino al suo scoglio o andare alla scoperta di qualcos’altro a Copenhagen.

Street Food

Per gli amanti del buon cibo la Danimarca ed in particolar modo Copenhagen si è trasformata in un vero paradiso. Pensate che la sola capitale ha 15 ristoranti stellati, ma l’offerta in generale è davvero ricca. Che si tratti di pub o birrifici artigianali, di cucina New Nordic o biologica o del più semplice chiosco in cui addentare un rød pølse ce n’è davvero per tutti i gusti e tutte le tasche.

Ma Copenhagen è diventata un must soprattutto per gli amanti dello street food con i suoi mercati dislocati in diverse parti della città. Tra questi il Copenaghen Street Food a Papirøen, letteralmente l’isola della carta, poco lontano dall’Opera, un magazzino con più di 30 stand di cibo di strada di tutto il mondo. Un ex magazzino in cui l’offerta  di cibo biologico e sostenibile si sposa con l’arte, qui infatti trovano spazio musicisti di strada ed installazioni di vari artisti, mentre sdraio con vista sul mare regalano momenti di relax nelle giornate di sole.
Ma…
Purtroppo sì c’è un ma

Mi sarebbe piaciuto consigliarvi di scoprire questo angolo di Copenhagen, se non fosse che ha chiuso a fine 2017 a causa di un progetto di riqualificazione dell’area. Vi domanderete perché vi ho parlato di un luogo che non esiste più.

Semplice! Nulla è perduto. Gli ideatori del Copenhagen Street Food hanno spostato l’intero concept in uno spazio ancora più grande sull’isola di Refshaleøen 2 km più giù di  Papirøen.
Reffen, questo il nome della nuova struttura, ospita ancora più stand e ha spazi tanto all’interno che all’aperto. L’idea è sempre la stessa: ottimo cibo di strada con un occhio al portafoglio, creatività nordica, sostenibilità e arte.
Merita una visita? sicuramente sì!

Occhio però di nuovo al calendario perché il Reffen si prende lunghe pause nella stagione invernale!

Helsingør ed il Kronborg Slot

Dal momento che a Copenhagen per il primo gennaio sembra tutto essere chiuso, decidiamo di fare una piccola gita fuori porta, se così vogliamo chiamarla, ad Helsingør, una città a 40 km dalla capitale facilmente raggiungibile in treno.  Non vi avevo detto che le mie amiche amanti della monarchia sono anche laureate in letteratura inglese per cui la visita al Kronborg Slot, il castello in cui Shakespeare aveva immaginato il suo Amleto, è imprescindibile.
Prima di proseguire vi devo dire che qualora vogliate trascorrere il primo dell’anno allo stesso modo, purtroppo il Kronborg Slot ora osserva chiusura in questo giorno.
Al nostro arrivo ad Helsingør ci aspetta una città quasi deserta e avvolta nel freddo. Un traghetto attende al molo. In questo punto un lembo di mare separa la Danimarca dalla Svezia e dal castello si possono vedere le sponde svedesi. L’atmosfera è surreale: le acque del fossato sono completamente ghiacciate e dalle cinte murarie esterne pendono stalattiti di ghiaccio.

Kronborg Slot
Non so se ci sia del marcio in Danimarca ma sicuramente c’è tanto ghiaccio!

Guardo questo castello avvolto dal ghiaccio e dalla neve e mi dico che Shakespeare deve aver conosciuto con i propri occhi questi luoghi in inverno per essere stato in grado di coglierne la drammaticità.

Kronborg Slot
L’ingresso al castello

La prima fortezza chiamata Krogen fu costruita da Erik di Pomerania nel lontano 1420 ma fu Frederik II a trasformarlo nel maestosa residenza rinascimentale che tutti conosciamo nel 1574 con mura più alte, fossati più profondi e bastioni militari. Fu allora che prese il nome di Kronborg. Nel 1629 fu devastato da un incendio ma Christian IV (lo ricordate? lo stesso monarca illuminato che fece costruire il Rosenborg Slot) ne commissionò il restauro con nuovi interni e decorazioni, gli stessi che è possibile ammirare oggi durante la visita.

Ma Kronborg ancor di più che essere il castello di Amleto è il luogo in cui tra i cunicoli nel buio riposa Holger Danske, l’eroe nazionale danese. La leggenda narra che il giorno in cui la Danimarca si troverà in reale pericolo Holger si trasformerà in carne ed ossa per salvare il suo Paese. Qualche visitatore sostiene di averlo visto muoversi davvero un po’. Impaziente di tornare sui campi di battaglia?

Holger Danske

Holger Danske, l’eroe nazionale danese

Lasciato il castello cerchiamo disperatamente in città un luogo dove riscaldarci un po’ sorseggiando qualcosa di caldo ma Helsingør sembra ancora più deserta di quando siamo arrivate in mattinata.
Non troviamo nulla di aperto (o forse non ci siamo allontanate troppo) se non una curiosa, e dall’aspetto anche un po’ retrò, caffetteria.

cafe
Cafe Valdemar

Non c’è molta gente e a dir la verità ci sentiamo anche al centro dell’attenzione, non deve essere uno di quei bar che attirano molti turisti. Ci sediamo ad un tavolo sul retro dove si trovano anche dei signori di mezz’età intenti a bere birra. Dopo una mezz’oretta e qualche altra birra non so come ma ci troviamo a chiacchierare con i nostri vicini di tavolo. Non so se siano tecniche di approccio danesi, ma la mia amica bionda ricorda tanto ad uno dei simpatici signori una sua vecchia conoscenza dei tempi passati quando girava il mondo, Italia inclusa, come marinaio. Non c’è che dire, la giornata ad Helsingør  ci ha lasciato piacevolmente soddisfatte!

Bonne année, bonne année, bonne année

Ma facciamo un salto indietro e torniamo al 31 dicembre ed ai suoi festeggiamenti. A Copenhagen ci sono feste su feste e avete solo l’imbarazzo della scelta, vi consiglio solo di acquistare i biglietti in anticipo o di prenotare un ristorante per tempo. Se volete invece qualcosa di più easy potete sempre trascorrere il capodanno nella Piazza del Municipio (Rådhuspladsen)oppure a Tivoli che per l’ultimo dell’anno è straordinariamente aperto fino alle 00.30

Non ci siamo organizzate in anticipo pertanto decidiamo di trascorrere il capodanno in piazza. Abbiamo letto che è tradizione per i danesi in questa serata trovarsi nella piazza per sparare i botti. Abbiamo anche una bottiglia di spumante gentilmente offerta dall’hotel.

E qui mi tocca raccontarvi un simpatico inconveniente di questo viaggio. Dovete sapere che il secondo giorno a Copenhagen, dopo una giornata trascorsa al freddo, torniamo in hotel e scopriamo che la nostra stanza si è allagata. Per fortuna nessun danno alle nostre cose e gentile upgrade da parte dell’hotel in una deluxe con bottiglia di spumante in omaggio. Ora lo dico qui in silenzio, ma io qualche sospetto su come si sia allagata la camera ce l’ho visto che la mia compagna di stanza altro non è che la mia amica disastrosa delle scale mobili di Stoccolma.

Torniamo alla piazza. Perché qui davvero accade l’inimmaginabile. I danesi impazziscono per i fuochi d’artificio ma ancor di più per i botti. Lo avreste mai detto? Io no.
Acquistare i botti è legale ed è permesso spararli soltanto tra il 29 dicembre ed il primo gennaio. Ed in piazza per l’ultimo dell’anno davvero ci danno dentro. Facciamo amicizia con un gruppo di francesi e allo scoccare della mezzanotte è tutto un salti, botti e cantare bonne année. E’ un gran caos e decidiamo di andare verso Nyhavn ma dopo aver percorso per un po’ la Strøget ci rendiamo conto che è meglio tornare indietro. Quello che succede per strada è a dir poco assurdo. Ragazzi che corrono lanciando da un lato all’altro della strada i botti. Sembra quasi di essere in mezzo ad una rivolta. E così che ho scoperto che i pacifici e rispettosi danesi per l’ultimo dell’anno amano lasciarsi andare al caos ed al rumore!

Deliziosi edifici colorati, un’incredibile ed innovativa scena gastronomica, il fattore hygge, un’atmosfera rilassata…. non vi bastano come motivi per andare alla scoperta di Copenhagen? E se vi dicessi che è tra le città Best in Travel 2019 secondo la Lonely Planet?

 

 

 

14 risposte a “Copenhagen e quell’atmosfera hygge nell’aria”

  1. Io ci sono stata per due volte secoli fa in estate, ma immagino che in inverno sia molto più speciale e soprattutto molto più hygge! Poi io preferisco la stagione fredda quindi mi sentirei a casa.
    Ah allora non sono l’unica che non riusciva a trovare la sirenetta! Anche noi avevamo girato per non so quando tempo e una volta arrivati… una delusione. Ma per fortuna a Copenhagen ci sono tante altre cose belle ❤️

    1. Anche io preferisco la stagione fredda, anche se, ti dirò,sarei curiosa di ritornare a Copenhagen per vederla con dei colori diversi. Immagino per esempio che Nyhavn sia ancora più animata e vivace. Mi consoli sulla Sirenetta perché davvero temevo di essere l’unica persona insensibile al suo fascino! Col senno di poi avrei preferito sfruttare diversamente quel tempo.

  2. Faceva piuttosto freschino (come direbbe la mia cara nonna LOL) eh??!! Però quanto è bella Copenaghen!! 😍
    Mi piace un sacco l’atmosfera di Nyhavn, con i suoi localini e quelle case coloratissime: Andersen deve avere trovato tantissima ispirazione tra le mura domestiche!
    Tivoli è assolutamente fantastica, imperdibile per chi ama il Natale (e sai che noi siamo superfans!!ahahah) e pazienza se costa un po’…che voglia di partire Simo!!! 😃

    1. Ho davvero amato Nyhavn e non vi nascondo che tornerei volentieri in estate per assaporare l’atmosfera vivace lungo il molo. Sì, forse Andersen si è lasciato incantare da quei colori e dalle navi pronte a salpare. Mamma mia il freddo! ma soprattutto ad Helsingor. Tra ghiaccio, cielo bianco e quasi nessuno in giro il quadro era spettrale e lì ho sentito il freddo proprio nelle ossa!
      Io sono contenta di aver vissuto Tivoli proprio nel periodo natalizio, niente giostre ma per quelle sono grande 😀 ma l’atmosfera ed i mercatini mi bastavano (Anche la foto sulla slitta di Babbo Natale con le renne finte nascosta nei meandri del mio pc 😀 )

  3. Ma tu sei una vera Nord Addicted! *_*
    Che nomi evocativi che hanno strade, quartieri e locande! Lo sai benissimo che le città nordiche in pieno inverno sono pane per i miei denti…se solo di dentini sonanti ne avessi di più hahahahah purtroppo sono zone carissime soprattutto in stagioni come queste 😉 Sarei rimasta anche io come te incantata nel reparto vichingo, c’era un periodo in cui i miti nordici non avevano segreti per me! Mentre invece della Sirenetta ho sempre sentito pareri discordanti: chi dice un simbolo chi invece niente niente di che. Dovrei vederla di persona per schierarmi. Inutile dirti che sulla foto del ghiaccio con la bandiera mi sono scattati gli occhi a cuore! Poi un’altra botta l’ho presa su Holger! Che bella e quant’è espressiva la sua posa?
    Beh quindi i danesi aspettano l’ultimo dell’anno per darsi alla pazza gioia? Una sorta di liberazione. Comunque concordo: Hygge PATRIMONIO UNESCO! 😉
    Mhhh… 29 dicembre…cosa mi ricorda questa data? 😛

    1. Assolutamente innamorata del grande Nord!Ancora oggi il mio sogno (irrealizzabile lo so) è quello di trasferirmi in Norvegia :O
      Poi non so perché ma sono sempre stata attratta dalle saghe nordiche, dalle storie dei vichinghi. Avendo dato anche un esame anni e anni fa sulle rune trovarmi di fronte stele con incisioni runiche al National Museet mi ha fatto venire gli occhi a cuoricino. Però ora mi devi raccontare di quando i miti nordici non avevano segreti per te!
      Purtroppo il problema di questa Scandinavia è che è maledettamente costosa e finisce che o rimandi o ti concedi un viaggio lì ogni tot anni. Non ho più l’età e la volontà di fare un viaggio low cost in ostello, mangiando panini del supermercato. Ora mi piace godermi ogni aspetto del viaggio il che vuol dire che non posso girarmela in lungo ed in largo come vorrei. Mi spiace non averlo potuto fare da giovane con l’interrail.
      Io Holger me lo immagino comunque maledettamente figo!!! 😀
      Non sarà che sei nata il 29 dicembre????

      1. Dai che bello che sogni la Norvegia come casa! Mi pare che mi avessi già accennato in una precedente occasione che conoscessi le rune addirittura per averle studiate e lo trovo fighissimo! Ci si appassiona, almeno nel caso mio, con il classico modo: l’epica alle scuole medie con le varie saghe Nibelunghi&Co. Da lì a salire geograficamente più su è un attimo, ti appassioni ai vichinghi, alla loro mitologia, all’arte, alle leggende ecc. E lì ad acquistare libri, saggi e monografie varie. Fino poi ad appassionarti alle storie degli esploratori dei secoli passati che hanno camminato sui ghiacci della Norvegia. Sai che ho tenuto fra le mani il sacro giornale di bordo di Umberto Nobile, proprio il diario della spedizione fallita del dirigibile Italia? Non ti dico con quanta reverenza l’ho sfogliato! Yessaaahh la data è quella! Sono del capricorno, per giunta calabro/sarda di origini…vedi un po’ che testaccia dura posso essere?! 😛 Buona domenica Simo e chissà magari un giorno riuscirai a coronarlo il tuo sogno segreto! <3

        1. Posso dirti che il mio bisnonno paterno era maresciallo della regia aereonautica nonché dirigibilista e che sarebbe stato tra i membri dell’equipaggio del dirigibile Italia se non si fosse ammalato? Un giorno ti farò vedere una sua foto sul dirigibile Esperia.
          Buona domenica Daniela ❤️

  4. Che incanto! Mi affascinano soprattutto le coloratissime case che si riflettono sul canale Nyhavn!!

    1. Sì, quello è davvero il luogo in cui tornare e ritornare!cosa che abbiamo fatto tutti i giorni 😀
      Credo che Nyhavn sia l’immagine più iconica di Copenhagen, molto più rappresentativa della Sirenetta

  5. Prima di leggere il tuo articolo a Copenaghen associavo, a torto, solo la sirenetta. Ed invece c’è molto da visitare e da “gustare” in questa città che non ho avuto ancora il piacere di raggiungere. Dovrò decidermi quanto prima 🧐

    1. E pensa che io alla fine ho visto poco rispetto a quanto la città poteva offrire! È vero però associamo tutti Copenhagen alla sirenetta eppure offre molto di più. Non so se a torto o ragione ma non mi spiego il mito della sirenetta
      Grazie per aver letto!

  6. Simo lo sai che sono ancora qui indecisa su quale città del Nord Europa visitare a Dicembre, Copenhagen mi attira molto dopo il tuo racconto!! L’atmosfera hygge nel periodo natalizio credo sia speciale…vorrei essere adesso in uno di quei bar accoglienti con un the e una carrot cake!!

    1. Come ti dicevo su Twitter sono stata in tutte e tre le città su cui sei indecisa. Stoccolma l’ho amata ma l’ho vissuta in estate. Copenhagen ha il vantaggio di essere più compatta rispetto ad Amsterdam e se cerchi atmosfere natalizie speciali a Tivoli davvero resterai incantata. Io la prenderei in considerazione

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