Di primi viaggi, passaporti e ritorni

A pochi giorni dal mio viaggio a Praga mi sono trovata a riflettere sulle strane casualità della vita. Ritorno nella capitale ceca dopo 26 anni e nuovamente da sola e con un passaporto nuovo di zecca. Di nuovo. Ok, per andare a Praga o nella Repubblica Ceca non occorre il passaporto, questo lo so, ma l’ho ritirato fresco fresco dal commissariato e così tornerà ad essere il mio fedele compagno di viaggi.

Ventisei anni fa però per entrare nella Repubblica Ceca il passaporto serviva eccome. Era il 1993 e da pochi mesi si era consumata ufficialmente la scissione della Cecoslovacchia in Repubblica Ceca e Slovacchia. Non so perché tra tante città raggiungibili da Berlino, dove vivevo, avessi scelto Praga. Probabilmente la possibilità di arrivarci via treno l’aveva resa la meta più appetibile.

Ma non avevo il passaporto. Credevo sarebbe stata una passeggiata farlo all’Ambasciata Italiana a Berlino. In fondo ero in territorio teutonico e confidavo nel fatto che la proverbiale efficienza di questo Paese esercitasse una qualche influenza anche sui nostri uffici oltreconfine

Rido ripensando alla mia beata ingenuità. Non so quante volte sono andata a vuoto in ambasciata, che tra l’altro non era neppure proprio dietro l’angolo, cercando di avere notizie sul mio passaporto. Insomma la lentezza della burocrazia italiana e non solo quella continuava a colpire anche a migliaia di km di distanza dai confini nazionali.

passaporto

Ma una volta stretto tra le mani il mio passaporto era tempo di concentrarmi sul mio primo vero viaggio all’estero. A Berlino c’ero arrivata sapendo di fermarmi per un anno, in stazione avevo trovato la mia host family ad aspettarmi. Insomma un mezzo paracadute lo avevo. Quello a Praga invece era un viaggio diverso. Per me un salto nel buio. Ero davvero da sola e toccava a me l’intera organizzazione del viaggio, inclusa la ricerca dell’alloggio. E senza uno straccio di internet.

La scelta, per una questione prettamente economica, era caduta sull’ostello sebbene alcuni amici che erano stati a Praga poco tempo prima mi avessero consigliato di pensare alla sistemazione una volta arrivata lì. Opzione che mi era sembrata alquanto azzardata.

Guida di Praga alla mano avevo trovato un ostello della gioventù che avevo contattato telefonicamente. Ahimè avevano solo dormitori misti. Facciamo pure questa esperienza mi ero detta.

Così arrivo nel tardo pomeriggio a Praga. Con un po’ di delusione, passato il confine tra Germania e Repubblica Ceca, non era stato apposto alcun timbro sul passaporto.

Alla stazione di Praga era un via vai di affittacamere. I miei amici non mi avevano consigliato male. Ma io avevo l’ostello prenotato.

Avevo…perché quando arrivo nella struttura non riescono a trovare la mia prenotazione. Panico alle stelle visto che ormai è sera.

Mi propongono una stanza singola nel loro hotel attiguo al “modico” prezzo di 60 marchi a notte. Non so perché ma in quel momento, piuttosto che insistere con chi era alla reception affinché trovasse la mia prenotazione, una parte di me si sentiva sollevata nel non dover dormire nel dormitorio misto, una soluzione che avevo accettato controvoglia.

Mi ritrovo così in questa singola troppo spartana visto il suo costo. Ancora oggi, se ci penso, non posso fare a meno di credere di essere stata davvero fregata in tutta questa storia della prenotazione persa.

Ma credo che allora, completamente priva di esperienza com’ero, le fregature erano dietro l’angolo ad attendermi con impazienza ed io le accoglievo tutte a braccia aperte.

Pensate solo che conservo ancora 600 corone cecoslovacche, più o meno 30 marchi di allora, perché per un oscuro, credetemi davvero oscuro motivo, invece di ricambiarle in marchi poco prima di ripartire pensai bene di cambiarle al mio ritorno a Berlino. Peccato solo che all’ufficio cambi, con mio grande disappunto, mi comunicarono che non accettavano più le corone cecoslovacche in quanto di lì a poche settimane sarebbero andate fuori corso.

Insomma Praga mi ha giocato qualche scherzetto. Ciò nonostante le mie impressioni sulla capitale ceca non sono state assolutamente intaccate da questi spiacevoli eventi. Il ricordo che ho non è più nitido ma allora ho pensato che fosse una delle città più romantiche che potessero esserci. Con le sue eleganti carrozze attorno alla Piazza dell’Orologio, i suggestivi tramonti sul Ponte Carlo ed i suoi pittori. Atmosfere di altri tempi.

Praga

Con gli anni cambiamo come viaggiatori, cresciamo con le nostre esperienze, belle o brutte che siano. Io non sono più quella di allora ma parto con addosso le stesse sensazioni di ventisei anni fa, non so perchè. Ho messo da parte molte paure ma quella che mi porterò dietro in questo viaggio è quella di restare delusa. Di essere cambiata troppo per apprezzare ciò che una volta avevo amato.

4 risposte a “Di primi viaggi, passaporti e ritorni”

  1. Cioè il tuo passaporto era davvero speciale Simona! Nato in terra teutonica e con una padrona che sembra Jasmine di Aladdin! Davvero un’esistenza gloriosa! Peccato che debbano scadere dannazione, io comunque lo incornicerei! 😉 Sulla lentezza burocratica non avrei avuto dubbi…le macchinosità italiane sono tali anche all’estero, SOPRATTUTTO su un fazzoletto di terra diplomatica 😛 Praga ti piacerà ancora vedrai ma non spenderle quelle 600 corone (io ne conservo 500 invece) 😉 Fa buon viaggio, ti seguo e buon Ferragosto! <3

    1. Pensa che questo passaporto scadeva dopo appena 5 anni. In pratica è rimasto lindo e candido 😂😂😂
      Non ricordavo affatto la foto sul passaporto e, a parte la faccia paffuta, devo dire che è meglio di quella dei miei ultimi 2 passaporti!
      Comunque le opinioni sull’ambasciata a Berlino sono ancora pessime. Siamo senza speranze 😂😂😂
      Guarda, quelle 600 corone nemmeno se volessi potrei usarle perché sono della Cecoslovacchia e non della Rep.Ceca.
      Comunque bellissime eh. Con una coppia di contadini e le spighe di grano.
      Buon Ferragosto anche a te, carissima Daniela! 😘

      1. Uh è vero! A volte tendo a dimenticare che quella parte di continente europeo ha subito importanti mutamenti geopolitici! 😉 Colpa del mappamondo da scrivania (un grande classico dei regali da prima comunione) che ancora conservo qui vicino al PC 😛

        1. Non dire che il mio regalo di Natale a George l’anno scorso è stato proprio un mappamondo 😆😆😆

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