Karlstejn, oh che bel castello marcondirondirondello

Karlstejn

C’era una volta un castello circondato da boschi e arroccato su una rupe a ridosso del paesino di Karlstejn nella campagna ceca. Vi dimoravano il re boemo, nonché imperatore del Sacro Romano Impero, Carlo IV e la sua consorte.

Immagino che più di qualche bambino qui nella Repubblica Ceca si sia addormentato con la lettura di una fiaba con un incipit così (che poi le mogli in totale siano state ben quattro è un dettaglio trascurabile).

A Karlstejn ed al suo castello non avevo affatto pensato. Non che il mio itinerario a Praga in generale fosse programmato. Per una serie di eventi inaspettati, nonostante avessi ben tre guide della città, non avevo pianificato nulla infatti.

Proprio sfogliandone una durante il volo mi sono soffermata sulle ultime pagine, quelle dedicate a cosa vedere nei dintorni. Più per ammazzare il tempo che per curiosità, se devo essere assolutamente sincera.

È stato allora che mi è apparso questo castello gotico immerso nella neve e arroccato su una roccia. Con sorpresa ho scoperto così che ad appena 30 km da Praga sorge uno dei castelli più importanti della Boemia. Hmmmm non male.

Ecco, è stato lì che una mezza idea ha cominciato a frullarmi nella testa. Mi sono detta che se fossi riuscita a ritagliarmi una mezza giornata non me lo sarei lasciata sfuggire. E devo dire che viaggiare da sola mi ha indiscutibilmente aiutata. Miei i tempi, mie le mete e le soste.

Come arrivare a Karlstejn

Dopo una mattinata di follia totale al Castello di Praga schivando decine e decine di tour guidati mi rendo sempre più conto che ho bisogno di un po’ di fuga dalla moltitutidine di turisti. Cerco di vedere quanto più possibile nel corso della giornata per dedicarmi alla Praga ebraica nelle prime ore del mattino seguente in modo da tenermi libero il pomeriggio. E così è. Poco prima delle 14 sono già sul treno che mi porta a Karlstejn. Giungere al villaggio è estremamente facile. Dalla stazione centrale di Hlavní nádraží partono treni circa ogni 30-60 minuti. Nello specifico la linea S7 direzione Beroun. Karlstejn è una meta facilmente raggiungibile per di più ad un prezzo irrisorio. Il biglietto A/R infatti costa appena 108 CZK, circa 4,20€

La fila per fare i biglietti sembra lunghissima e già mi immagino salutare con la manina il mio treno dal binario quando, andando alla ricerca di una biglietteria automatica, noto 3 sportelli dedicati interamente agli spostamenti domestici. Sì! In pochi minuti ho il mio biglietto tra le mani e sono sul treno. Karlstejn, arrivo!

Dopo un paio di fermate nei sobborghi di Praga ecco che il treno comincia il viaggio nella campagna ceca. Poche sparute casette, fiumi con bagnanti in cerca di refrigerio e grosse balle di fieno.

campagna ceca
Nel mezzo della campagna ceca

In appena 40 minuti giungo alla stazione di Karlstejn. La strada che conduce al villaggio costeggia il fiume Berounka. È domenica e l’allegro vociare di un gruppo di bambini a mollo accompagna la mia passeggiata fino alla strada principale che porta al castello. Dopo due giorni di pioggia, il sole oggi si fa sentire e tra me ed il castello ci sono circa 30-40 minuti di simpatica passeggiata in salita. Rimpiango il mio cappellino con visiera lasciato in valigia.

La strada principale passa attraverso piccole casette con fiori alle finestre, ristoranti di cucina tradizionale ceca ed un’infinità di negozi di souvenir che rovinano quello che potrebbe essere un quadretto idilliaco. Carri trainati da cavalli da tiro fanno su e giù dal castello con il loro carico di turisti. La fortezza che sovrasta imponente il villaggio è visibile ad ogni passo.

Karlstejn
Il castello che sovrasta il villaggio

Varcato l’ingresso e giunta finalmente nel piazzale del castello, non resisto alla tentazione di affacciarmi dalle mura merlate per ammirare il panorama.

Castello Karlstejn
Attardarmi qui mi è costata un’attesa di oltre un’ora

E lì, causa stories di Instagram, commetto un grave errore.  Amici, prima di curiosare qua e là andate subito in biglietteria. Per passeggiare lungo le mura avrete tempo dopo. Dovete sapere che è possibile visitare il castello solo con guida (sorry, solo in inglese) ed in gruppo. Tutto è organizzato in modo che i gruppi non si accavallino pertanto a seconda del tipo di tour scelto si potrebbe correre il rischio di attendere anche a lungo.
Esattamente ciò che è mi è successo: attardarmi per fare le foto infatti mi è costata un’attesa di oltre un’ora!

Karlstejn
Il piazzale del castello

Visitare il castello

I tour proposti in biglietteria sono tre, di cui uno solo su prenotazione. Ciò che mi ha sorpreso, e devo dire non piacevolmente, è stato il diverso costo d’ingresso applicato ai visitatori stranieri, superiore del 50% rispetto a quello dei cechi. Capisco la necessità di pagare una guida parlante inglese, ma ho trovato il tutto eccessivo, anche perchè i ciceroni mi sono sembrati sempre gli stessi.

castello karlstejn
I prezzi per i differenti tour

Il tour I della durata di 55 minuti include la visita alle stanze private ed a quelle di rappresentanza dell’Imperatore Carlo IV con i preziosi arredi dell’epoca del primo e del secondo piano. Tra le sale visitabili anche quella del Tesoro con la copia della corona di San Venceslao. Il tour II della durata di 100 minuti è l’unico che richiede una prenotazione ed è anche quello che conduce alle stanze più preziose del castello, come la Cappella di Santa Caterina ricoperta di dipinti e pietre preziose e la Cappella della Santa Croce. Se volete andare alla scoperta del cuore spirituale del castello allora è questo il giro che dovete assolutamente scegliere.

Il tour III della durata di 40 minuti è senza dubbio quello più indicato per gli amanti dei panorami visto che consiste in un giro degli ultimi tre piani del castello inclusa la Grande Torre.  La mia scelta è ricaduta proprio su quello non potendo accedere al tour II, sicuramente il più bello nonchè esaustivo.

La guardiana del castello

A condurci alla scoperta dei meandri del castello è Ludmilla, una giovane e preparatissima guida. Con il suo enorme mazzo di chiavi decisamente d’epoca ci apre letteralmente le porte del castello. Curiosamente chiude meticolosamente a chiave ogni porta  prima di aprire la seguente tanto che per un attimo mi semba di essere nel film The Others.

La fortezza, perlomeno quella che ci sarà dato visitare, pare essere ferma nel tempo. Non sembrano esserci stati grandi interventi dell’uomo, di quelli che di solito servono per rendere un vecchio castello fruibile ai visitatori. Tanto che in alcuni casi restiamo letteralmente al buio fino a che non viene aperta la porta successiva. Sebbene il secondo piano non sia incluso nel nostro giro, il passaggio attraverso le scale ci offre un assaggio di come potrebbero essere le sale di rappresentanza e quelle private, in particolar modo la Cappella della Santa Croce. Tanto le volte che le pareti infatti sono ricoperte da splendidi affreschi con motivi imperiali e religiosi, cosa che non deve stupire visto che Carlo IV era un cattolico fervente e strenuo difensore della fede.

Ahimè Ludmilla ci vieta tassativamente di scattare foto e scivoliamo velocemente lungo le scale anche se la voglia di attardarsi ad ammirare gli affreschi è alta.

Il terzo e quarto piano sono pressoché vuoti. Se al terzo piano si può girare nella sala che custodisce solo una ricostruzione dell’intero castello ed un camino, il piano successivo è occupato da copie di busti adagiate sul pavimento. È qui che la nostra guida ci racconta la storia del castello, le sue vicissitudini e la vita dell’imperatore Carlo IV, figura importantissima della storia boema.

Karlstejn
Il quarto piano

Costruito a metà del XIV secolo in stile tardo gotico per volere di Carlo IV, il castello di Karlstejn non era solo la residenza dell’imperatore, ma anche la fortezza scelta per custodire i gioielli della corona imperiale. Il tesoro vi rimase per circa due secoli ad esclusione degli anni delle guerre ussite durante i quali i gioielli furono portati via per motivi di sicurezza. Nel XVI secolo furono fatti diversi interventi di ristrutturazione che portano la fortezza ad avere un’impronta rinascimentale. Lentamente il castello andò in declino perdendo di importanza fino a che, in occasione del cinquecentenario della sua costruzione, fu dato via al progetto per riportarlo al suo antico splendore gotico.

Il quinto piano, con la sua vista, è indubbiamente il momento clou del tour III. Non vi è alcun accesso all’esterno come per molte torri che ho visitato. Ci sono solo delle finestrelle da cui è possibile ammirare il panorama. Ludmilla ci lascia 15 minuti di tempo per curiosare, raccomandandosi di chiudere ogni volta le finestrelle. Dall’alto dei 58 metri della Grande Torre la vista è indubbiamente appagata tanto nel suo perdersi sulla vallata boscosa sottostante tanto che sul villaggio stesso e sul resto del castello.

Castello di Karlstejn
La vista su tutta la vallata

La fortezza si sviluppa infatti su tre terrazze rocciose e dall’alto è possibile ammirare l’intera struttura inerpicarsi sui vari livelli. Dai miei quasi 60 metri riesco a vedere chiaramente la strada che mi ha portato fin quassù, la prima porta di accesso fortificata così come il piazzale con le sue mura merlate, in cui mi ero intrattenuta al mio arrivo, ed il secondo ingresso. E poi la Torre Mariana che custodisce parte del tesoro reale e le altre torrette. Trovare la giusta angolazione dalle finestrelle con la macchina fotografica non è facilissimo ma almeno non c’è nessuno a spingere per cercare di farsi posto.

Castello di Karlstejn

Lascio il castello di Karlstejn con il rimpianto di non aver prenotato il tour II, voi fatelo però! Qui trovate tutte le informazioni in merito e non dimenticate che gli orari di apertura variano a seconda delle stagioni così come anche i tour disponibili.

Castello di Karlstejn

Prima di tornare verso la stazione mi fermo in uno dei ristorantini vista castello per un goulash ed una Pilsner. I prezzi sono di qualche euro più bassi rispetto a Praga ma prima di sedervi accertatevi che accettino pagamenti con carta di credito. Se nella capitale è la norma, a Karlstejn sono stata costretta a girarne diversi prima di sentirmi dire l’agognato YES.

Il rumore degli zoccoli dei cavalli accompagna la mia discesa lungo la strada principale. Il castello che sovrasta il villaggio, le casette basse adornate di fiori con il fitto bosco alle spalle, tutto sembra evocare atmosfere da fiaba a Karlstejn. Se solo tutte quelle brutte parrucche colorate ad uso dei grupponi di turisti in modalità addio al celibato/nubilato non rovinassero l’immagine idilliaca!

Karlstejn
Se non vi va di fare la salita a piedi ci sono sempre i cavalli
Karlstejn
La casetta più fotografata

Ripercorro la strada che porta alla stazione sotto un implacabile sole, l’unico di questo mio soggiorno in Repubblica Ceca. I bambini sono ancora lì a giocare ed a schizzarsi nel Berounka con il frinire delle cicale come sfondo.

Berounka
Il Berounka scorre placido

Nella piccola stazione non ci sono informazioni in inglese ma una vecchia insegna con scritto Směr Praha mi indirizza verso il binario. Torno a Praga ed alle sue stradine acciottolate in tempo per godermi l’ultimo magico tramonto a Mala Strana.

 

 

 

6 risposte a “Karlstejn, oh che bel castello marcondirondirondello”

  1. Apperò che organizzazione quella dei tour nel castello! E meno male che il posto è nei dintorni di Praga e non rientra fra le attrazioni diciamo classiche del centro. Io concordo con il discorso dell’agevolazione ai local però non con un divario così importante! Comunque hai fatto bene a spostarti, è stata una vera chicca da mostrare a chi fosse in cerca di rotte poco battute (almeno per ora) dagli asiatici *_*
    Bellissima l’immagine di Ludmilla con il pesante mazzo di chiavi antiche, la sto abbinando al suono degli zoccoli dei cavalli sul selciato! <3

    1. Anche il castello di Praga era organizzato per tour. Evidentemente funziona anche se incasina un po’ la mente. Di spostarmi ne sentivo il bisogno, l’affollamento di Praga mi stava facendo impazzire. Grazie al cielo nemmeno un asiatico a Karlstejn. Nulla contro ma la maleducazione diffusa, gli ombrellini parasole, le spinte, le ore per i selfie..basta, ne avevo abbastanza. C’è modo e modo per fare i turisti.
      La cosa che mi ha colpito del castello è stata proprio questa immagine ferma nel tempo, nessun allestimento moderno, le chiavi antiche, le porte chiuse ad ogni passaggio. Mamma mia la povera Camilla! Era col fiatone a furia di fare quelle scale su e giù tour dopo tour. Ti immagini che atmosfera con il castello avvolto nella neve ed il cielo plumbeo in inverno? Solo che mi sa che la Grande Torre non è accessibile
      Grazie Daniela per aver letto.

  2. Non mi sconvolge la diversificazione di prezzo tra locali e turisti, ma forse in questo caso hanno un pochino esagerato. Però il castello è un vero splendore e per quello che vedo e leggo il prezzo vale il biglietto. Bella la scena della guida che apre e chiude le porte con le chiavi d’epoca, fa sembrare che il castello sia ancora abitato. Praga l’ho visitata qualche anno fa in inverno, sotto la neve; ho in programma di ritornarci in altra stagione. Nell’occasione non mi perderò questa visita

    1. Sì, devo dire che con la diversificazione hanno esagerato un po’ troppo. La differenza è notevole e secondo me si finisce per rischiare anche di non vendere dei biglietti. Su tripadvisor ho letto di qualcuno che si è limitato a guardare il castello da fuori.
      Devo dire che il mazzo di chiavi pesanti e quelle porte chiuse ad ogni passaggio hanno fatto indubbiamente colpo su di me 🙂
      Ti auguro di tornarci quanto prima, Fausto!

  3. Alla fine sono sempre più convinta che le cose non programmate siano quelle che regalino le sorprese migliori. O comunque in questo caso è stato così. Per fortuna il castello non è ancora stato preso d’assalto dal turismo di massa e dai giapponesi con i selfie stick, ma a giudicare dalla bellezza del posto temo che lo sarà molto presto!
    Va bene il divario di prezzo tra la gente del posto e i turisti, ma forse così è un po’ esagerato 😉

    1. Sì, divario esageratissimo!
      Devo dire che solitamente programmo solo quello che mi interessa davvero vedere ma a Praga non ho fatto nemmeno quello. Eppure credo di essermela goduta abbastanza. Mi ha sorpreso che il castello non fosse invaso dai turisti (che gioia)!

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