Tromso e la magia delle notti polari.

Tromso e la magia delle notti polari.

Tromsø è stata la realizzazione di un sogno. La Norvegia con i suoi fiordi e la natura incontaminata sono stati infatti un mio chiodo fisso sin da bambina. Non so come sia nata questa passione visto che a quei tempi non c’era internet e nessuno che conoscessi era stato in Norvegia. Sapevo però che c’erano boschi e i boschi sono da sempre la mia passione. Una passione che mi ha portato persino a studiare scienze forestali per 2 anni.

Ma torniamo alla Norvegia. Solitamente si sogna di luoghi lontani, io no mi accontentavo del Nord Europa. Nel corso degli anni ho cominciato ad accumulare materiale conservando gli inserti di viaggio, scrivendo agli enti del turismo. Non c’ero mai stata eppure sapevo tutto, incluso che non fosse il luogo più economico in cui andare.

Poi si sono avvicinati i 40 e di fronte alla prospettiva di buttare soldi per festeggiarli (perché poi 🤔) mi sono detta che era arrivato il momento di intraprendere questo viaggio. Sola o no, la Norvegia sarebbe stata finalmente mia.

Comincio ad organizzare il viaggio. Mi sale un po’ di paura. Penso, penso troppo. Dopo anni di viaggi in compagnia ho perso l’abitudine di partire da sola. Lo attribuisco alla maturità. Ho viaggiato da sola intorno ai venti anni con la leggerezza della giovane età e ora mi è presa la paura. Un amico allettato dall’idea della Norvegia si offre di unirsi al viaggio e io ne sono ben felice.

Direzione Tromsø

Partiamo da Roma con un volo Lufthansa per Oslo con scalo a Francoforte. Il primo incontro con il luogo dei miei sogni non è proprio come l’avevo immaginato: siamo in una zona periferica. Abbiamo un volo molto presto per Tromsø il giorno dopo è così abbiamo scelto un hotel in zona aeroporto. Non c’è praticamente nulla intorno se non una montagna di bianca soffice neve ma sono finalmente in Norvegia. Cosa posso volere di più?

Arriviamo all’aeroporto Gardermoen prestissimo. Alle partenze nazionali il terminal è quasi deserto. Il volo sembra ancora tanto lontano ma presto il terminal si popola e con il nostro imbarco su un volo Norwegian il mio sogno sta per cominciare.
Che emozione intravedere tra le nuvole le montagne innevate e i fiordi. Il mio sogno da bambina che prende forma.

Giusto il tempo di lasciare le valigie in albergo e ci perdiamo tra le strade di Tromsø. Sono gli ultimi giorni delle notti polari e a mezzogiorno il cielo sembra una tavolozza di colori: rosa, celeste, arancio.

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Il cielo davanti a me a mezzogiorno

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La bellezza del cielo durante le notti polari è indescrivibile

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Cosa vedere a Tromsø

Il centro cittadino

Alcuni degli edifici color pastello della Storgata, la via principale, sembrano riflessi del cielo. Non possono mancare nemmeno qui a Tromsø le casette rosso norvegese che si vedono in quasi tutte le foto di questo splendido paese. Si combatte con i colori il buio che avvolge certi paesi nordici in inverno.

C’è movimento per strada. Prendiamo una via che porta alla zona alta di Tromsø. La neve deve essere caduta abbondantemente prima del nostro arrivo perché abbiamo difficoltà a camminare nonostante gli scarponi da neve.  Da questa posizione abbiamo una meravigliosa vista sul fiordo e sulla Ishavskatedralen, la Cattedrale dell’ Artico.

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Scendiamo verso la parte bassa della città girando senza meta in preda al classico entusiasmo di fronte a qualcosa di bello e nuovo. Passiamo davanti a quella che sembra essere una scuola elementare. Sono le cinque del pomeriggio e i bambini giocano allegramente nel cortile buttati sulla neve con le loro tute da montagna. Fa un freddo cane e ciò nonostante loro sono lì, incuranti di neve e freddo.

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Decidiamo di fermarci a cenare in un grazioso ristorante sul porto. Mangiamo spezzatino di renna e beviamo una birra per circa 70€. E qui comincia la mia poco piacevole esperienza norvegese. Ovviamente il problema non è il caro prezzi norvegese a cui chiunque metta in programma un viaggio in questo Paese sa di andare incontro ma il mio compagno di viaggio che, colto da avarizia acuta, mi costringe a cenare per i restanti giorni da Burger King. Ora se c’è una componente imprescindibile dei miei viaggi è il cibo locale. Abbozzo anche se di malavoglia. Non mi va di discutere.

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Cosa fare a Tromsø

Organizzare un’uscita con i cani da slitta

Il giorno seguente abbiamo in programma una uscita serale con i cani da slitta a caccia dell’aurora boreale. E’ il mio primo viaggio oltre il circolo polare artico e non vedo l’ora di poter assistere a questo spettacolo. Ho scelto Tromsø proprio per questo. Abbiamo prenotato l’attività mesi in anticipo online sul sito di Visit Tromso.

Un bus ci viene a prendere davanti all’hotel Radisson Blu e ci porta al Villmarkssenter a circa 25 minuti da Tromsø. L’intera attività, inclusi i viaggi e una piccola cena a base di zuppa tipica in tenda Sami, è di circa 4 ore. Appena arriviamo ci portano a cambiarci  fornendoci tute che sembrano quasi da palombaro e poi a conoscere i cani. Ce ne sono forse un centinaio. Sono tutti fuori sulle loro cucce di legno e abbaiano super eccitati. Le slitte sono già pronte con la muta di cani che tirano e saltano pronti a partire.

Ci spiegano come spostare il peso sulla slitta durante la corsa. Fa un freddo cane e ci danno pelli di renna per coprirci sulla slitta. Partiamo seguendo uno dei ragazzi del centro. Deve aver nevicato così tanto che scivoliamo in un corridoio di neve. I cani sono davvero veloci.

Comincia a nevicare e le possibilità che si riesca a vedere l’aurora sono minime. Un vento ghiacciato ci sferza il viso. Non so che temperatura ci sia a questo punto ma siamo sicuramente intorno ai -20. E’ strano ma nonostante sia buio la neve sembra illuminare l’ambiente circostante e riesco a vedere tutto durante il tragitto fatto di discese e curve veloci.

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Non so quanto sia durato il percorso. E’ una di quelle situazioni in cui si perde il senso del tempo. A causa del cielo coperto l’aurora non si fa vedere. Abbiamo fatto un tentativo ma l’esperienza è stata comunque adrenalinica ed emozionante. Torniamo alla base e dopo esserci cambiati entriamo nella tenda sami. Ci riscaldiamo con una zuppa tradizionale prima di fare ritorno all’hotel. Nel bus il  signore tedesco davanti a noi sgranocchia allegramente puzzolentissime chips di merluzzo secco.

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All’interno della tenda sami

Alla scoperta di Tromsø

Il giorno seguente ci dedichiamo ad esplorare Tromsø non prima però di aver acquistato presso l’ufficio turistico dei sottoscarpe chiodati. Si scivola tantissimo infatti. Presso il punto turistico si possono anche prenotare diverse attività e diamo uno sguardo alle proposte ma, ahimè, il mio compagno di viaggi è ormai in modalità risparmio.

Scendiamo fino al porto. Davanti a noi un battello postale blu,rosso e bianco della Hurtigruten. Sogno ad occhi aperti, ho sempre desiderato prenderlo per seguire la costa norvegese. I fiordi visti dalla nave devono essere tutta un’altra cosa.

Il porto di Tromsø non ha certo l’aspetto caratteristico dei porti di altre famose città norvegesi che ho visto in foto. E’ più moderno e meno caratteristico anche se non mancano i colori. Lo strano cielo che ci accompagna  in questi giorni riflettendosi nell’acqua rende tutto comunque magico.

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Continuiamo a costeggiare le banchine del porto fino ad arrivare al Polarmuseet, il Museo Polare. Sembra un ex magazzino portuale, davanti c’è un busto dell’esploratore Amundsen e diversi arpioni fissati alla banchina.

Polar Museet
Amundsen

Superiamo il Bruvegen, il famoso ponte di Tromsø che collega l’isola di Tromsøya,il cuore della città, con il quartiere di Tromsdalen dove si trova la Cattedrale Artica. Comincia una città meno turistica che sa di vita vissuta e di duro lavoro in mare. Ci sono magazzini di rimessaggio, numerosi pescherecci e container. Siamo in pieno inverno e il tempo cambia velocemente. In pochi minuti si alza una bufera di neve e il cielo perde le sue tonalità incantevoli. Restano i colori vivi dei pescherecci e dei magazzini.

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Sulla strada del ritorno propongo al mio amico di visitare il Polarmuseet ma lui vuole andare nella biblioteca comunale per sfruttare l’accesso ad internet. Non mi va proprio di sprecare così il mio tempo a Tromsø. Gli dico che preferisco andare in giro per negozi mentre in realtà torno indietro verso il museo.

Il Polarmuseet ricostruisce la storia degli esploratori e dei cacciatori norvegesi nel corso dei secoli. Ci sono le trappole e tutti gli strumenti legati alla caccia alle balene,alle foche e ad altri animali da pelliccia. Nulla che condivida ma capisco si tratti di una parte fondamentale della vita dei popoli nordici e del loro rapporto con l’artico. Una parte del museo è dedicata anche all’esploratore Amundsen che proprio da Tromsø partì per la missione di salvataggio del dirigibile Italia di Nobile.

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Torno in hotel che ho voglia di cambiare rotta a questo viaggio. Sono passata di nuovo dall’ufficio turistico e mi sono informata su altre attività. Non che non ci sia da fare in questa città. Tra caccia all’aurora, dogsledding, uscita con le renne, ciaspolate, sci, whale watching, crociere dei fiordi, pesca nel ghiaccio, uscite in kayak o se volete una gita a Lysnes prendendo il traghetto, si può essere sempre impegnati. Sempre che non si abbia un compagno di viaggio come il mio.

La signora gentilissima dell’ufficio turistico mi ha suggerito un’attività ad un budget relativamente basso: un tour notturno della durata di 7 ore con la Northern Shots in cui si va letteralmente a caccia dell’aurora accompagnati da fotografi professionisti. La neve continua a scendere e le possibilità che da Tromsø si possa vedere l’aurora sono pressoché nulle. Le previsioni sono contro di noi. Sarà la prospettiva della noia ma il mio amico si convince. Prenotiamo così per la sera successiva.

In attesa del nostro tour giriamo per la città. Ci fermiamo alla Domkirke, la cattedrale luterana più a nord del mondo e l’unica norvegese interamente in legno. Non è riccamente decorata come le nostre chiese ma ha una sua personalità nordica.

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La Cattedrale dell’Artico

Girando per Tromsø il giorno del nostro arrivo il mio sguardo era caduto su Bruvegen, il lungo ponte che collega il cuore della città con il quartiere sul fiordo. Tromsoebrua lo chiamano gli abitanti.

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È arrivato il momento di percorrerlo per raggiungere la Cattedrale dell’Artico. Il ponte di per se non ha nulla di eccezionale ma è la vista sul fiordo a renderlo speciale.  Il ponte è percorso su entrambi i lati dalle macchine mentre solo una parte è percorribile dai pedoni. Alcune volte si ha l’impressione che tremi sotto i piedi al passaggio delle macchine. Il freddo sul ponte è pungente mentre la neve continua a cadere, il vento artico quasi taglia il viso. Attraversarlo in queste condizioni non è agevolissimo. Ci fermiamo a metà ponte. Sotto di noi 38 metri, davanti ai nostri occhi invece una vista mozzafiato sul fiordo e sulla città. Ci vorranno circa 20 minuti per percorrerlo tutto.

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L’Ishavskatedrale, la Cattedrale dell’Artico non passa inosservata. L’abbiamo vista persino atterrando su Tromsø. Di forma triangolare e composta da 11 pannelli di vetro che si illuminano la sera è un esempio evidente di design scandinavo dalle forme semplici e pulite. Il suo aspetto permette di lasciar correre liberamente la fantasia.

A cosa fa pensare? Potrebbe ispirarsi ad un iceberg o agli stenditoi di stoccafisso così diffusi sul territorio o forse più semplicemente ad una tenda sami. Forse la chiesa, perché in realtà di questo si tratta e non di una cattedrale, lascerà interdetto il visitatore abituato a ben altri tipi di architettura ma qui è diverso. Si tende a costruire in modo armonico con il paesaggio circostante, a giocare con la luce naturale.

Cattedrale Artico

Da Tromsdalen potremmo prendere la Fjellheisen, la funivia che porta alla montagna Storsteinen, a circa 420 metri sul livello del mare, con una spettacolare vista su tutta Tromsø,sui fiordi e sulle isolette circostanti ma purtroppo è in manutenzione. Sì, comincio a sentirmi un po’ sfortunata a questo giro.

A caccia dell’aurora boreale

L’uscita con la Nothern Shots per la caccia all’aurora ci riserva una prima sorpresa. Uno dei fotografi professionisti che ci accompagna è italiano. Si chiama Francesco. Non male quando non hai mai fotografato l’aurora e hai dimenticato tutto ciò che hai letto online. Francesco è simpatico e disponibilissimo con tutti. Durante il viaggio in bus spiega il fenomeno scientifico dell’aurora e ci dà informazioni tecniche su come scattare le foto e impostare la macchina. Non è una serata facile per vedere l’aurora.

Su Tromsø il cielo è coperto e scende anche la neve. Francesco è lì con il suo tablet a monitorare le previsioni meteo zona per zona e a dare indicazioni all’autista su dove andare. Ci fermiamo per un primo tentativo ma niente, la signora dei cieli non si materializza. Ci spostiamo ancora e questa volta sull’Ersfjord dell’isola di Kvaløya.

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Prepariamo i treppiedi e aspettiamo al freddo con pazienza per un interminabile tempo. Le nostre guide scrutano il cielo quando finalmente ci indicano un punto dove tra le nuvole si sta facendo strada l’aurora. La scarsa visibilità e la bassa intensità del fenomeno non ci aiutano. Non è lo spettacolo maestoso che avremmo voluto vedere ma siamo riusciti a vederla. E’ la nostra ultima serata a Tromsø. L’abbiamo acciuffata per la coda questa aurora.

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La meraviglia del paesaggio artico

Il nostro aereo per Oslo è nel tardo pomeriggio e così decidiamo di spingerci lungo la costa in una bella camminata lungo le acque del fiordo. Arriviamo a Polaria, l’acquario artico più a nord del mondo. Non può non avere anch’esso una forma curiosa. Questa volta come di lastre di ghiaccio spinte ed ammassate sulla terra ferma dalla forze del mare artico. Nulla di scontato in questa moderna architettura scandinava.

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Polaria

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Arriviamo fino all’estremità della città e precisamente al Folkeparken. Siamo solo noi in una immensa distesa di neve con le acque del fiordo parzialmente ghiacciate e la vista su Grindøya un’isoletta disabitata.

E’ un bel momento di solitudine nel bel mezzo di un paesaggio artico ed io mi sento come una particella microscopica di fronte alla maestosità della natura. Di tanto in tanto il silenzio è rotto dal  rumore del ghiaccio in mare che si rompe. L’atmosfera gelida è quasi surreale e mi ricorda quella del film L’ospite d’inverno.

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Con un volo della Norwegian lasciamo la Porta sull’Artico direzione Oslo dove trascorreremo una giornata alla scoperta della capitale.

Torno dal mio viaggio nella terra dei miei sogni con alcune certezze. La Norvegia non mi ha delusa affatto.
A volte può succedere quando si idealizza tanto un luogo, invece nel momento stesso in cui ho sorvolato i fiordi ho avuto la conferma che era esattamente come l’avevo immaginata. Fiordi, ghiacciai e fenomeni naturali tra i più belli della terra.

Ma un viaggio nella Norvegia settentrionale in inverno è molto di più della speranza di poter assistere allo spettacolo dell’aurora boreale. Non fatene l’unico motivo del vostro viaggio altrimenti potreste tornarne delusi. La regina dei cieli è imprevedibile e ama giocare a nascondino! Apprezzate tutto ciò che questo angolo di terra può offrirvi. Vi assicuro che guidare una muta di cani in mezzo alla neve o farsi trainare comodamente seduti su una slitta nella notte artica potrebbe diventare un’esperienza di cui non vorrete più fare a meno.

L’ultima certezza.  Viaggiare da soli non è affatto facile perché richiede grande sforzo mentale. Si è soli con se stessi e con il proprio io e ci porta a farci domande su quello che siamo o su quello che vorremmo essere. Ma non dobbiamo averne paura, anzi. E’ un momento di crescita.

PS Ho ripreso a viaggiare da sola.