Malta, cosa vedere in un weekend

Malta, cosa vedere in un weekend

Al mio arrivo a Malta la primavera con suoi colori ed i caldi raggi del sole è finalmente esplosa. Dopo una corsa di una mezz’oretta circa in un autobus guidato da un novello Luis Hamilton giungo al terminal dei bus che si trova proprio fuori dalle mura de La Valletta. Giusto il tempo di attraversare la piazza che ospita la Triton Fountain ed il ponte pedonale e sono già nella Republic Str lungo cui si dipanano tutte le altre vie della città.

L’atmosfera che si respira è di festa. Addii al nubilato e celibato in pieno corso, una fiumana di turisti, musica allegra, palloncini e bandiere per celebrare lo scudetto del Valletta F.C. nella premiere league maltese.

Repubblic Street Malta

Un primo assaggio di gallarijas in Repubblic Street

Valletta

Strade in festa per lo scudetto del Valletta F.C.

La Valletta

La Valletta avvolta dai colori!

Il mio hotel si trova vicino agli Upper Barakka Gardens ed in pochi minuti ho già lasciato il mio bagaglio e sono pronta a scoprire la capitale. Non ho fatto programmi questa volta. Ho bisogno di rilassarmi, mi voglio godere questi due giorni a Malta senza inseguire luoghi o cose. Sarà Malta stessa ad indicarmi la via.

Cosa vedere: le gallarijas

L’idea è di tornare sulla strada principale e di percorrerla tutta ma subisco subito il fascino delle famose gallarijas e comincio a perdermi tra le stradine alla scoperta di questi balconi dal sapore arabeggiante. Ci sono opinioni divergenti in merito alla loro funzione ma l’idea più diffusa è che le gallerijas fossero una sorta di rifugio per le donne. Uno spazio in cui poter osservare il mondo in un’epoca in cui alle donne non era permesso avere una vita pubblica come per gli uomini.
Gallarijas

 

Gallarijas

Gallarijas che guardano verso Sliema

Gallarijas

Le inseguo senza un filo logico. Rosse, azzurre, verdi, fucsia e beige. C’è solo l’imbarazzo della scelta. A volte il tripudio di colori include portoncini e persiane.
Ecco, i portoncini. Di colori sgargianti e con battiporta stravaganti. E come se non bastassero loro a farmi fare un salto nelle strade di Londra ecco le rosse cabine telefoniche di sapore inglese e le cassette della posta come quelle della Royal Mail.

Strait Street

La vivace Strait Street

Un bel mix quello che si respira a Malta e che, per quanto mi riguarda, si arricchisce di ulteriori influenze. Sì, perché i colori ocra delle abitazioni, quasi tutte nella gialla pietra maltese, mi ricordano l’anima araba di alcune città costiere israeliane. E poi ci sono i nomi. Tanti nomi che ricordano l’Italia. Nelle insegne e nella lingua stessa. Questo incredibile incontro di culture non può che tradursi nella lingua più disorientante del mondo: il malti. Una sorta di dialetto arabo in cui si mescolano il siciliano, l’italiano e l’inglese. Caspita se è una vera e propria Babele questa Malta!

Pastizzeria

Si respira Italia a Malta

Cosa fare: perdersi tra le strade

La particolarità de La Valletta è di essere formata da un reticolo di strade che si intersecano ortogonalmente, motivo per cui, ad ogni angolo, il mio sguardo si perde all’orizzonte all’inseguimento di scorci suggestivi. Gli occhi vengono stregati ora dalla vivace Sliema a sinistra, ora dalle Tre Città a destra. Parallelamente alla Republic str corrono invece lunghe strade con saliscendi vertiginosi, vie pedonali con piccoli bar e ristoranti e scalinate. Se non è ancora chiaro mi sto amabilmente perdendo tra le strade de La Valletta.

La Valletta

Girare a La Valletta senza meta: fatto!

Gallarijas
La Valletta
A proposito di scalinate, il mio hotel si trova in Ursula Str. nel mezzo di una strada terrazzata adornata da piante e fiori. Una di quelle deliziose vie che potrete scoprire nella capitale. Se già mi aveva affascinato al mio arrivo, nelle ore serali mi seduce: tavolini, cuscini e candele abbelliscono la scalinata per accogliere turisti e non con una piacevole musica dal vivo di sottofondo. L’atmosfera è raccolta e romantica, notevolmente diversa dal vivace caos della Merchant o della Republic Str.  Fate un salto qui di venerdì sera se siete alla ricerca di un’atmosfera speciale.

Ursula Str

Scalinate e saliscendi, la mia Ursula Street di giorno

Cosa vedere: Santi e Madonne

L’enorme senso religioso che anima Malta si respira ad ogni angolo. Ne avevo letto prima di partire ma non immaginavo ve ne fossero tracce praticamente ovunque.
Edicole votive agli angoli, effigi di Madonne quasi accanto ad ogni portone, croci luminose a segnare l’accesso alle varie stradine ed un numero incredibile di vie con i nomi di santi. Mi imbatto persino in una gallerija un po’ sgarrupata con un’enorme statua della Madonna che studia i passanti, come una delle sorveglianti medievali che osservavano la vita dalle loro prigioni di vetro.

Gallarijas e Madonne

Gallarijas e Madonne

Nonostante questo misticismo costante nell’aria l’atmosfera non è affatto pesante anzi! La capitale è godereccia, c’è gioia nell’aria.

Sebbene una processione in onore di San Domenico mi sorprenda nella Merchant Str in pieno sabato sera, è la domenica che a La Valletta il sentimento mistico sembra volersi riappropriare della città. Le chiese sono gremite. Nella Basilica della Nostra Signora del Carmelo un cartello ammonisce a non entrare con i tacchi. Rispetto per il luogo prima di tutto.
La Concattedrale di San Giovanni è chiusa ai visitatori: è tempo di messa domenicale. Lungo la Archbishop Str. si snoda una piccola processione di giovani che, accompagnandosi con le chitarre, intona canzoni religiose.

Edicole votive

Il lato mistico de La Valletta

Mistica Malta

Madonne

A proposito della Concattedrale di San Giovanni, è stata indubbiamente la nota dolente del mio soggiorno a Malta. Mi ha delusa penserete voi.
Invece no, è che proprio non sono riuscita a visitarla per gli assurdi orari! Troppo tardi per visitarla al mio arrivo venerdì, aperta di sabato fino alle 12.30 con ultimo ingresso alle 12 e chiusa di domenica. Insomma, non poteva andarmi peggio. Inutile dire che i miei tentativi di convincere i solerti custodi a farmi entrare alle 12.10 non sono serviti a nulla. Ma colpa mia che ho dato per scontato l’apertura domenicale.
Concattedrale San Giovanni

Cosa vedere: il Grand Harbour ed il lungomare

Di una cosa mi sono convinta subito passeggiando per La Valletta: c’è un gran bel daffare per gli amanti dei paesaggi, soprattutto quelli armati di macchina fotografica. Ed io sono tra quelli. Così il mio primo pomeriggio nella capitale l’ho trascorso trotterellando da un estremo all’altro (cosa non troppo difficile a La Valletta) alla ricerca di ampi panorami sul mare.  Al termine di una lunga strada, dopo un dosso, dietro una chiesa ecco i miei paesaggi da cartolina: la vista su Sliema e Manoel Island, Forte Sant’Elmo e le Tre Città.

Tre Città

Il sole bacia Malta già dalle prime ore

Ma sono stati il Grand Harbour ed il Valetta Waterfront ad attrarmi ripetutamente come una calamita. Al mattino con il primo sole quando il sole si riflette sulle placide acque (ok, sono stata fortunata: a Malta si respirava piena primavera mentre in Italia si stavano scatenando tutti gli agenti atmosferici) e le barche a vela lasciano gli ormeggi o al crepuscolo quando sarete ammaliati dalle Tre Città avvolte dalle luci della sera.

Three Cities

Le Tre Città al crepuscolo

Dal St James Counterguard, una fortificazione posta a difesa del fronte di terra, pochi metri più giù dell’imponente Piazza Castille, lo sguardo si perde sulla vivace piazza dominata dalla Triton Fountain, gremita di ragazzi, e su Floriana.

Triton Fountain

Tramonto sulla Triton Fountain

Saint James Counterguard

Ovunque si guardi i panorami ti seducono

Il mio primo giorno a La Valetta scorre interamente così, senza una meta precisa ed all’inseguimento di scorci caratteristici. Prima di tornare in hotel faccio un salto agli Upper Barakka Gardens. I giardini sono affollati e si respira una piacevole atmosfera. Saranno forse le gradevoli temperature o l’incantevole vista, fatto sta che c’è felicità nell’aria.

Cosa vedere: Upper e Lower Barakka Gardens

Upper Barrakka Gardens

Gli Upper Barrakka Gardens: gremiti nel pomeriggio ed in serata, quieti nelle prime ore del mattino

Il mio secondo giorno a Malta comincia proprio laddove era terminato la sera precedente: agli Upper Barrakka Gardens. Ho tante cose da fare e da vedere e dopo una magnifica colazione in hotel sono subito in strada. Non ci sono ancora turisti in giro e mi imbatto solo in signore con le buste della spesa e simpatici nonni a spasso con i nipotini. Mi sento un po’ come a casa.
Gli Upper Barakka sono in fiore e coloratissimi. Gli unici rumori sono quelli dell’acqua della fontana che zampilla e del cinguettio degli uccellini.
Upper Barrakka Gardens

Non mi dispiace affatto essermi svegliata presto. Appena superati gli archi la vista si apre sul lungomare con la cupola della Chiesa di Nostra Signora di Liesse e la splendida vista sulle Tre Città. Il cielo è terso e sulle placide acque si vedono allontanarsi le prime barche. Un idillio? sì.

Notre Dame de Liesse

Ta’Liesse con la Chiesa di Nostra Signora di Liesse

Victoria Gate

Il Victoria Gate

Valletta Waterfront

La vista sul waterfront de La Valletta. Con la vista sulla bella cupola rossa della Chiesa di Nostra Signora di Liesse

Lascio i giardini. I primi karozzin, le piccole carrozze trainate da cavalli, cominciano a prendere posto proprio fuori dai giardini. Scendo verso il molo ed attraverso il Victoria Gate, di cui finora avevo potuto vedere dall’alto solo il gigantesco stemma, imbocco così Liesse Street in cui spicca immediatamente l’omonima chiesa. La sua bella cupola rossa l’ho già ammirata dagli Upper Barrakka Gardens. Dal basso non si può non essere colpiti dalla sua facciata barocca. Sul lato opposto si susseguono in fila grandi porte in legno colorato. Quest’area, conosciuta come Ta’Liesse, a luglio diventa la magica cornice del Jazz Festival.
Karozzin

Giungo ai Lower Barrakka Gardens. Non mi impressionano come gli Upper, ma devo dire che la vista sul Siege Bell, il memoriale ai caduti della II guerra mondiale, è notevole. Sembra quasi di potere salire i gradini che conducono alla grande campana di bronzo che ogni giorno a mezzogiorno suona per ricordare le oltre settemila vittime cadute durante la guerra. A sovrastare il parapetto del bastione vi è una simulacro simboleggiante la sepoltura di uno dei tanti soldati morti in mare.

Siege Bell Memorial

Il Siege Bell Memorial:
At the going down of the sun and in the morning, we will remember them

Cosa vedere nei dintorni de La Valletta

Vittoriosa

Ritorno sui miei passi. Mi aspettano le Tre Città o meglio la sola Vittoriosa, Birgu in maltese. Al molo dove attracca il traghetto non saremo più di dieci persone ed io sono la più giovane. Curioso. Avevo letto sulla mia guida che le Tre Città sono una meta poco turistica ma non immaginavo così poco turistica! Il viaggio è davvero breve ed i minuti sul traghetto sono godibilissimi per via del panorama. L’ingresso  nell’insenatura che ospita Vittoriosa, Cospicua e Senglea è un lento spettacolo sull’architettura di questo angolo di Malta fatto di palazzi storici, chiese e bastioni. Fanno da cornice gli alti alberi delle numerose barche a vela ed i modernissimi yacht.

Three Cities Malta

L’arrivo alle Tre Città

Three Cities Malta

Nel canale scivolano via velocemente le dgħajsa, le tipiche imbarcazioni maltesi che ai tempi della dominazione britannica venivano utilizzate per trasportare passeggeri e bagagli dalle navi al largo al Grand Harbour. Dipinte di colori vivaci e con gli immancabili occhi di Osiride su entrambi i lati della prua, ci passano accanto con il loro carico di turisti. Che siano su dgħajsa o luzzi (altre caratteristiche barche maltesi), quegli occhi quasi ti ipnotizzano. L’origine di questa curiosa decorazione dalla natura beneaugurante si perde nella notte dei tempi, pensate che risale ai greci ed ai fenici.
Se ne trovano in gran numero tanto al porto di Vittoriosa che davanti al Grand Harbour de La Valletta e se non vi va di aspettare il traghetto e volete un assaggio degli spostamenti di una volta queste imbarcazioni, una volta a remi, fanno proprio al caso vostro.

Dgħajsa

Dgħajsa affollano l’insenatura delle Tre Città

Dgħajsa

I caratteristici e quasi ipnotici occhi di Osiride

Luzzu Malta

Scesa dal traghetto mi metto a costeggiare immediatamente la darsena in direzione Vittoriosa. Percorro un tratto della Grand Harbour Marina con i suoi bar e ristoranti in fila ed i costosissimi yacht. Qui si trova anche il Museo Marittimo di Malta che racconta la storia marittima dell’isola dalla preistoria ai giorni nostri. Proseguendo lungo il molo si giunge alla punta estrema di Vittoriosa  che ospita Forte Sant’Angelo. Mi limito ad osservarlo dal basso. Purtroppo non ho molto tempo e ho voglia di andare alla scoperta di Birgu.

Malta Maritime Museum

Il Museo Marittimo di Malta

Torno indietro e comincio ad addentrarmi tra le stradine. Il mio punto di partenza è la piazza principale di Birgu, Il Pjazza Tal-Belt Vittoriosa, che mi colpisce subito per la sua vitalità. Come piazza è insolita poiché non ha uno spazio pedonale ed è un crocevia di strade con la statua di San Lorenzo da un lato e quella del gran maestro dei Cavalieri Ospitalieri Jean de la Vallette dall’altro ma ha quell’anima tipica dei piccoli paesi dove tutti si conoscono.

Il Pjazza Tal-Belt Vittoriosa

La Pjazza Vittoriosa a Birgu

Il Pjazza Tal-Belt Vittoriosa

Il Pjazza Tal-Belt Vittoriosa

La cosa che amo immediatamente di Vittoriosa è che sembra non avere nulla di turistico. Uomini che giocano a carte davanti alla sede Partito Laburista nella Pjazza Vittoriosa, il camioncino della frutta e verdura all’angolo della strada con la gente a fare la spesa, bimbi che giocano per strada e che mi salutano con un ciao mettendosi in posa non appena mi vedono fare foto e signore che chiacchierano da un balcone all’altro.

Birgu Malta

Scene di vita quotidiana a Birgu

Birgu

“Ciao, mi fai una foto?”

Birgu

Forse la via più colorata di Birgu

Le stradine del cuore di Birgu sono strette e lastricate. Gallarijas dai colori pastello si alternano ai colori rosso e blu. È un sabato mattina baciato dal sole e tutto sembra avvolto dal silenzio. I miei sensi si perdono tra dedali di vicoli colore ocra, con croci di Malta alle finestre ed immagini sacre, portoncini colorati e tendine ricamate alle finestre. A Vittoriosa mi sembra quasi di sentire il profumo di casa.

Birgu

Perdersi tra le vie di Vittoriosa

Birgu

Se non ci fossero le gallarijas mi sembrerebbe di girare tra le stradine dei paesi pugliesi

Birgu

Il silenzio nel centro storico

Birgu

Per le viuzze non si incontrano turisti

Croci di Malta

Croci di Malta alle finestre

È mentre giro senza meta nel centro storico che al numero 10 di Triq it Tramuntana mi imbatto in una curioso edificio. È una bifora riccamente ornata con un motivo di palme ad attirare la mia attenzione. Lì per lì mi convinco si tratti di una chiesetta, scopro invece che è una casa privata. La Siculo Norman House. Sulla mia guida non ci sono informazioni ed anche il cartello all’ingresso é di poco aiuto. Fortuna vuole che in quel momento arrivino due turisti con una guida locale. Scopro così che si tratta della casa più antica di Birgu e che risale al XIII sec, forse addirittura ad alcuni secoli prima. Ancora più sorprendente è scoprire che è rimasta abbandonata per decenni fino a quando un privato cittadino non l’ha comprata e restaurata a proprie spese. La Siculo Norman House oggi è un piccolo museo aperto gratuitamente a tutti. Certamente non sono gli oggetti custoditi, raccolti qua e là, a renderla meritevole di una visita, quanto la casa stessa per la sua origine lontana nel tempo.

Triq it Tramuntana

Triq it Tramuntana

Siculo Norman House

La bifora che attira la mia attenzione

Siculo Norman House

L’interno della Siculo Norman House

Sulla via per il porto passo per il Malta at War Museum che racconta il ruolo dell’isola nella II Guerra Mondiale. Mi godo di qui per l’ultima volta il panorama sull’insenatura delle Tre Città.

Senglea

Il vivace panorama delle Tre Città

Couvre Porte Counterguard

Birgu, Couvre Porte Counterguard

Three Cities

La meravigliosa vista sull’insenatura delle Tre Città

Senglea

Le fortificazioni di Senglea

Three Cities

Una vista che strega

Three Cities

Il traghetto, puntualissimo, mi riporta in pochi minuti a La Valletta. Dal Grand Harbour raggiungo in pochi secondi gli Upper Barrakka grazie all’ascensore panoramico. I giardini sono particolarmente affollati perché manca poco a mezzogiorno e sta per avere luogo la Saluting Battery. Un cerimoniale giornaliero con spari di cannone a cui si può assistere dagli Upper Gardens.

Valletta Grand Harbour

Valletta Grand Harbour

Saluting Battery

Saluting Battery, il cerimoniale quotidiano

È al mio ritorno dalle Tre Città che faccio, ahimè, l’amara scoperta di non poter visitare la Concattedrale di San Giovanni. Ho perso per un soffio l’ultimo ingresso e di domenica è chiusa ai visitatori. Un flagello per me lo abbiamo?

Cosa vedere nei dintorni de La Valletta

Mdina, la Città Silenziosa

Ma il tempo di affliggermi è presto alle spalle. Sto per incontrare due amici che hanno fatto di Malta la propria casa. Sono Deia ed Ale, decisamente le guide più credibili ed affidabili quando si tratta della piccola isola del Mediterraneo. Ci infiliamo in macchina e partiamo alla volta di Mdina, l’antica capitale di Malta. La Città Silente ma anche la Notabile.
L’ingresso all’interno delle mura fortificate avviene attraverso la maestosa e barocca Vilhena Gate, la porta principale della città, con la sua bella pietra gialla, i fieri leoni guardiani scolpiti e gli stemmi del Gran Maestro dell’Ordine di Malta De Vilhena. Varcata la porta è come entrare in un mondo dove tutto si è fermato. Se non fosse per le macchine che, ahimè, occupano il piazzale attorno alla Cattedrale di San Paolo, sembrerebbe di trovarsi in un luogo bloccato in una distorsione temporale. Per un momento la mia immaginazione si mette a correre veloce e quelle strade perse nel passato si animano di cavalieri.

Vilhena Gate Mdina

Vilhena Gate

La percezione della quiete a Mdina è reale. Cinta da mura, circondata dalla campagna, posta su una delle colline più alte di Malta, l’antica città è immersa in una sorta di isolamento. Credo non mi sia mai capitato di percepire così tanta pace e relax attraversando le vie di una città. Mdina non è deserta, incontriamo diversi turisti eppure non si sente volare una mosca. Non so se sia merito dei cartelli che invitano a rispettare la quiete dei residenti, ma solo il rumore degli zoccoli dei cavalli delle karozzin sul selciato squarcia il silenzio che avvolge questo borgo medievale.

Mdina

Solo gli zoccoli dei cavalli squarciano il silenzio di Mdina

Mentre attraversiamo le strade di Mdina percepisco gli echi di influenze storiche diverse. Le strette stradine acciottolate con gli edifici in pietra calcarea gialla mi portano con la mente a vicoli già percorsi in Medio Oriente. E non potrebbe essere diversamente vista la lunga dominazione araba. La giornata è così bella che è impossibile non restare a bocca aperta di fronte a quell’ocra della pietra che si sposa con l’incredibile azzurro del cielo.
Mdina

Mdina

Il silenzio, nonostante i turisti, è palpabile

E mentre inseguo il suo passato arabo ecco che gli occhi si fermano sugli eleganti edifici risalenti alla dominazione normanna sparsi qua e là nella città. Uno in particolare attira la mia attenzione. Non so se custodisca uffici o enti, ma me ne sono innamorata. Con il pensiero maledico un po’ il pick up piazzato proprio lì davanti.

Mdina

Per tutti i pick up!

Si affaccia sulla Pjazza San Paolo che è dominata dall’imponente Cattedrale di San Paolo ricostruita, come tanti altri palazzi di Mdina distrutti dal terribile terremoto del 1693, in stile barocco.
Ed a proposito della Cattedrale: i suoi due campanili gemelli riportano due grandi orologi di cui solo uno segna l’ora esatta. Una caratteristica comune alle chiese di Malta, anche alla Concattedrale di San Giovanni a La Valletta. È con l’ora inesatta che si vuole ingannare il diavolo tenendolo lontano dalla funzione religiosa.

Mdina

La Cattedrale di San Paolo

La calda giornata primaverile ci suggerisce di prendere un attimo fiato e Deia ed Ale mi portano in quello che forse è uno dei punti panoramici più belli di Mdina: il Fontanella Tea Garden in Bastion Street.
Oltre un cancello rosso e mura gialle ecco aprirsi una piccola corte con un giardino in fiore e, salite le scale, se avete la fortuna di trovare posto, la terrazza da cui si domina la campagna maltese. Se poi avete buon occhio ma soprattutto due splendide guide come le mie, potrete riconoscere alcuni degli edifici più caratteristici delle città attorno a Mdina.

Mdina

Mdina domina il territorio circostante

Trascorriamo un paio d’ore così, a chiacchierare della nostra vita e dei nostri viaggi davanti ad uno spritz ed a golose torte. Ecco, se non vi bastasse lo splendido panorama, i dolci sono un ottimo motivo per varcare il cancello di Fontanella.

Ci perdiamo ancora per un po’ tra le strette vie immerse nel silenzio e riscaldate dai caldi raggi del sole prima di lasciare la Notabile. Portoni colorati, battiporta dal curioso aspetto, piante rampicanti, lanterne in ferro battuto ed edicole votive. C’è tutto quello che serve per lasciarsi sedurre.

Mdina

Le strade di Mdina mi riportano alla mente panorami mediorientali

Se a Birgu ho trovato il calore e la vivacità di una comunità, a Mdina mi è sembrato di essere in quei paesini della mia Puglia alla controra quando il silenzio si appropria di tutto e le strade lastricate sono quasi accecate dai raggi del sole. Malta ha diverse anime? Assolutamente sì!

Cosa vedere nei dintorni de La Valletta

Għajn Tuffieħa Bay

La mia scoperta di Malta terminerebbe qui, ma avete presente il detto chi trova un amico trova un tesoro? Be’ Deia ed Ale un tesoro lo sono davvero perchè invece di riportarmi a La Valletta vogliono regalarmi altri assaggi dell’isola. Puntiamo verso nord in direzione Mellieħa.
Il sole sta cominciando a tramontare quando arriviamo a Għajn Tuffieħa Bay, la spiaggia gemella ma meno conosciuta della Golden Bay. All’arenile si accede attraverso una scalinata di qualche centinaio di gradini circondata dalla macchia mediterranea. La caletta di sabbia rossa è bagnata da acque verdi e turchesi ed è immersa in un paesaggio selvaggio. Non si fa fatica ad innamorarsene.

Għajn Tuffieħa Bay

Bella e selvaggia Għajn Tuffieħa Bay


Sono i primi di maggio e la spiaggia è già una distesa di teli da mare con i primi temerari a farsi il bagno. Restiamo sulla parte più alta, tra l’altro quella che permette di godere del panorama più bello. Siamo vicini alla vecchia torre di avvistamento, la Għajn Mixkuka. Di fronte a noi le alte scogliere che racchiudono la baia. Il sole cala lentamente dietro la torre. Si respira quell’atmosfera di pace tipica delle giornate estive in spiaggia.

Għajn Mixkuka

Il tramonto alla Għajn Mixkuka

Due bizzarri quanto poco credibili pistoleri in chiave moderna attirano la nostra curiosità: youtuber, attori per un video, modelli di uno shooting fotografico? Non lo sapremo mai ma nulla mi sorprenderebbe visto che Malta negli ultimi anni è diventata il set cinematografico di film e serie tv.
Catturo nella mente l’immagine sognante di questo tramonto prima di allontanarmi canticchiando dentro di me The Last Day of Summer dei Cure. Non mi avrà mica già preso la malinconia pre partenza?

Cosa vedere nei dintorni de La Valletta

Il Villaggio di Braccio di Ferro

Proseguiamo verso nord superando di poco Mellieħa. Ai piedi di una scogliera in una piccola baia, l’Anchor Bay, ci godiamo la vista sul Popeye Village che dopo essere stato il set del film Braccio di Ferro con Robin Williams è stato trasformato in un parco tematico. Al nostro arrivo il parco è ormai chiuso ma poco importa, perchè il panorama sull’insenatura che lo ospita è assolutamente suggestivo ed il villaggio è incredibilmente fotogenico. Visto dalla scogliera non si percepisce la finzione e, con quelle acque verde smeraldo, l’impressione è di un villaggio di pescatori fermo nel tempo.

Popeye Village

Il Popeye Village

Popeye Village

Le casette del villaggio di Braccio di Ferro

Ahimè il pomeriggio è davvero volato ed è giunta l’ora di fare ritorno a La Valletta. Ma mica possono lasciarmi così Deia ed Ale. Sono assolutamente sicura che abbiano allungato la strada facendone una più panoramica per mostrarmi alcune città che mi sono persa.

Gli Upper Barrakka Gardens mi aspettano ancora una volta. È la mia ultima sera a Malta e voglio godermi per qualche minuto la suggestiva atmosfera che si respira oltre i suoi archi. Mi allontano mentre dalla pizzeria napoletana proprio fuori i giardini si alzano le note di un concerto dal vivo.

Le strade de La Valletta sono invase da una fiumana di gente. Nulla di sorprendente visto che è sabato sera. Un po’ più singolare è invece una processione con la statua di San Domenico in spalla  che al suono della musica di una banda si snoda tra Piazza San Giovanni e la Merchant Street inseguita da un nugolo di turisti. Non è la festa del santo altrimenti La Valletta sarebbe vestita a festa. È come se la parte più devota di Malta volesse ricordare che, va bene il divertimento, va bene la massa di festanti turisti che invade le strade, ma le radici religiose restano vive.

Processione a Malta

Una processione con la statua di San Domenico si snoda tra le vie affollate del sabato sera

Cosa visitare a La Valletta: il Museo Nazionale di Archeologia

Il  volo all’ora di pranzo e la breve distanza dall’aeroporto mi concedono ancora alcune ore nella capitale.
Provo il mio ultimo assalto alla Concattedrale di San Giovanni ma la messa domenicale è in corso ed il servizio d’ordine posto all’ingresso è più irremovibile delle guardie reali davanti a Buckingham Palace.

Ne approfitto per visitare nella centrale Repubblic Street il Museo Nazionale di Archeologia ospitato presso l’Auberge de Provence, un edificio barocco risalente al 1571 che ospitava i Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni di lingua provenzale ed i pellegrini provenienti da quella regione. È nel Gran Salon, la sala del primo piano una volta adibita a banchetti, che si può osservare tutta la bellezza di questo palazzo. Sfortunatamente ho trovato il salone chiuso al pubblico, motivo per cui ho potuto ammirarne le pareti riccamente decorare così come il soffitto a cassettoni in legno soltanto affacciandomi sulla soglia.

Auberge de Provence

Il Gran Salon dell’Auberge de Provence

Il museo non è molto tecnologico, anzi direi un po’ datato, ma vi è esposta una ricca collezione di manufatti che vanno dal periodo neolitico a quello fenicio dell’isola. I reperti più significati della collezione sono senza dubbio la Donna Dormiente e le statuette di corpulente figure femminili  collegate probabilmente al culto della fertilità ritrovate nel sito archeologico di Ħagar Qim.
Museo Archeologico La Valletta

Prima di tornare in hotel a prendere la mia valigia mi affaccio per l’ultima volta sul ponte vicino al Victoria Gate, un piccolo angolo dove tanto nelle gallarijas che nelle persiane (ed indovinate un po’, non può mancare nemmeno una cabina telefonica) domina il colore rosso. Stranamente non passano macchine e nel tentativo di arrivare all’affaccio sul mare mi rendo conto che l’accesso è chiuso. C’è una troupe e stanno girando un film. Insomma, un’ulteriore conferma di come Malta sia molto amata per le produzioni cinematografiche.

Gallarijas

Il mio angolino rosso

Malta

Ciak si gira

Ma è tempo di salutare l’isola ormai. Tra i suoi vicoli ho viaggiato nel tempo, nel suo mix di lingue e tradizioni ho amato il suo vivere la diversità come normalità, ne ho visto l’animo gioioso e quello spirituale, nei suoi tramonti sulle scogliere ho assaporato il suo lato romantico. E dire che ero arrivata senza grandi aspettative! Piccola ma sorprendente questa Malta!