Nazar Boncuğu: il mito dell’occhio di Allah

Nazar Boncuğu: il mito dell’occhio di Allah

Due sono i colori che più di altri raccontano la Turchia: il rosso delle bandiere turche che sventolano gonfie di orgoglio quasi ovunque ed il blu dei Nazar Boncuğu che tingono delle nuance del cielo e del mare i mercati ed i negozi.
Quello che per i milioni di turisti è un grazioso souvenir da portare a casa è in realtà un amuleto dalla storia antichissima che trova le sue radici in tutto il bacino del Mediterraneo ed ha una profonda valenza culturale in Turchia.

L’occhio di Allah, il nome con cui impropriamente è conosciuto in Italia sebbene non sia sia un simbolo religioso, è onnipresente in ogni aspetto della vita turca. Case, attività commerciali, auto e taxi, non vi è luogo in cui questo talismano non sia presente. Viene regalato quando ci si trasferisce in una nuova casa, si acquista una nuova macchina, quando nasce un bambino. È spesso usanza appuntarlo con una spilla da balia anche sugli indumenti dei neonati, in un luogo non visibile, per proteggerli. Una volta c’era anche una compagnia aerea turca che aveva il Nazar sulla coda dei propri veivoli. Nel 2018 è diventato persino un’emoji 🧿
Insomma guardatevi attorno nel vostro prossimo viaggio in Turchia e cercatelo nei posti più impensabili!

Cos’è il Nazar

Il Nazar, contrariamente a quanto molti credono, non è né un portafortuna né un simbolo religioso. È un talismano che protegge chi lo porta dal malocchio assorbendone le energie negative.  In Turchia è conosciuto anche con il nome gökçe munçuk che in turco antico significa perla blu.
Secondo la credenza popolare, l’energia negativa ed i cattivi pensieri si diffondono attraverso gli occhi e gli effetti di questo potere possono influenzare gli altri o danneggiarli.

Nazar

Questo non significa che tutti gli sguardi siano malevoli. Affatto. Semplicemente ci sono occhiate, se vogliamo chiamarle così, derivanti da un senso di invidia o di brama che causano malattie, fallimenti o conflitti. Sebbene il Nazar in molte lingue sia chiamato Occhio del Male in realtà è esattamente l’opposto.
Questo amuleto infatti protegge proprio dal male allontandolo dalla “vittima”. Nell’assolvere il suo compito l’amuleto si rompe. Se trovate perciò rotto il vostro Nazar non disperatevi, perchè vuol dire che vi ha protetto. L’energia negativa ha colpito l’amuleto e non voi.
La tradizione vuole che per essere efficace il talismano debba essere fatto a mano. Quelli non artigianali sono solitamente usati come gioielli. Il Nazar deve essere anche prodotto in forni speciali chimati forno dell’occhio dove, secondo la leggenda, si trovano gli spiriti protettivi.

L’origine del Nazar

La sua origine è antichissima e risale al 3.300 a.C., ancor prima dell’islamizzazione della popolazione turca.
Nel 1937 durante gli scavi a Tell Brak condotti da Sir Max Mallow, archeologo e marito di Agatha Christie, furono rinvenuti migliaia di idoli in alabastro con gli occhi intagliati.

Agatha Christie e Sir Max Mallow a Tell Brak

Questi piccole figure antropomorfiche sono le antesignane delle perle blu che conosciamo oggi. Gli scavi in questa antica città della Mesopotamia portarono alla luce un tempio la cui peculiarità era quella di non avere fondamenta. A rendere questo luogo però uno scrigno prezioso fu la scoperta degli idoli oculari che, secondo gli studiosi, erano ex voto lasciati per ringraziare gli dei di favori ricevuti. Il tempio è stato chiamato il Tempio degli Occhi.

Tell Brak

Gli idoli oculari. Foto presa dal web

Il Nazar nel suo aspetto attuale comparve intorno al 1.500 a.C. quando cominciò a svilupparsi la produzione del vetro nelle isole dell’Egeo ed in Anatolia. All’abilità degli egiziani, che intuirono come creare un pigmento permanente per le loro arti decorative dalla fusione dell’argilla smaltata mista al rame ed al cobalto, si deve il colore blu.

L’uso di talismani contro il malocchio nella storia delle civiltà non è affatto una novità. Simboli contro il male e le cattive azioni non sono mai mancati nelle antiche culture infatti. Già nell’antico Egitto si usava dipingere l’occhio di Horus sui sarcofagi per portare fortuna alle anime dei morti nel loro viaggio nell’aldilà.
Gli antichi greci lo disegnavano sulle barche per proteggerle dall’ira di Poseidone. Anche le antiche tribù nomadi turche credevano nel potere del malocchio e crearono amuleti per difendersi dal male. Prima di stabilirsi in Anatolia avevano viaggiato attraverso l’Asia centrale ed il Nazar potrebbe essere la sintesi delle tradizioni ancestrali delle terre attraversate.

La simbologia del colore blu

Il blu da sempre è considerato un colore positivo che incute sicurezza ed ottimismo. Emana energie positive ed in molte culture si crede tenga lontano il malocchio.
Per le popolazioni dell’area dell’area mediterranea e mediorientale, da sempre attanagliate dalla siccità, il blu è il colore dell’acqua e quindi della crescità e della prosperità. È anche il colore della purificazione ed aiuta ad eliminare tutto ciò che è velenoso e nocivo.

Nazar

Il blu è anche il colore del cielo e nel caso del Nazar Boncuğu non dobbiamo affatto considerarlo una casualità. Nei tempi antichi le popolazioni dell’Asia centrale adorava Tengri, dio del cielo blu, che sedeva in cielo e proteggeva le persone dal male. Le antiche genti turche pertanto consideravano questo colore sacro e lo usavano come protezione.

Credenze legate al Nazar

Secondo un’antica credenza turca che risale allo sciamanesimo, il Nazar era il talismano che più temeva Albıs, una strega malvagia dal colore rosso con capelli disordinati, occhi sanguinanti ed unghie lunghe che viveva in zone desolate o nei tronchi cavi degli alberi. Appariva alle donne che avevano appena partorito per terrorizzarle e si nutriva dei polmoni dei neonati. Il Nazar assorbiva la magia e la rifletteva su Albıs.

Un’altra leggenda decisamente meno paurosa racconta che una volta c’era una roccia in riva al mare che nessuno, nemmeno 100 uomini forzuti e tutta la dinamite del mondo, riusciva a spostare. Viveva però in quel luogo un uomo che era solito andare in giro indossando un nazar. Gli abitanti scoraggiati da tutti i tentativi andati a vuoto decisero di chiedergli aiuto. L’uomo arrivato sulla spiaggia guardò la roccia e sopreso esclamò <<Che grande roccia!>>
Nello stesso istante in cui lo disse si sentì un boato e l’immensa roccia si spaccò in due.

Nazar Boncuğu

Quando state per acquistare un Nazar non state comprando semplicemente un souvenir o un gioiello in vetro. State acquistando un oggetto con un passato lungo 5.000 anni che esiste sin dalle prime civiltà. Il Nazar è la continuazione di una tradizione antica quanto la stessa storia umana. Il Nazar ha attraversato terre e Paesi lontani, ha unito popoli culturalmente e geograficamente diversi. State acquistando un pezzo di storia e cultura turca.