Sardegna occidentale: dune, paesaggi western e falesie

Sardegna occidentale: dune, paesaggi western e falesie

Sardegna d’amare e da mare. Perdonatemi questo gioco di parole ma l’isola nuragica da tempi immemori strega noi continentali con le sue acque dal turchese allo smeraldo facendosi indiscutibilmente amare.
Inutile dirvi che, visto il mio amore incondizionato per la Sardegna e per un sardo, potrei elencarvi un numero infinito di motivi per cui dovreste salire immediatamente su un traghetto o un aereo per andare alla sua scoperta da gennaio a dicembre ma ci stiamo lasciando alle spalle l’inverno e sono sicura che per il momento abbiate voglia solo di sentire i caldi raggi del sole sulla pelle distesi su una bella spiaggia sarda.

Allora vi porto sì al mare ma in un territorio unico nel suo genere con alte dune, paesaggi dalle atmosfere western e falesie. Una Sardegna così non l’avete mai nemmeno immaginata.

Sardegna occidentale

Quella della costa occidentale è un’insolita Sardegna. Poco glamour, se vogliamo dire così. Non è terra di resort e di club esclusivi. Immaginate invece un territorio incontaminato dove la natura è ancora la dominatrice incontrastata e l’inconfondibile profumo della macchia mediterranea inebria l’aria.

Cosa vedere: S’Archittu

Il bianco arco calcareo che dà il nome a questo piccolo borgo in località Cuglieri lungo la costa nord occidentale cattura subito lo sguardo del visitatore che percorre il selciato lastricato che dall’abitato conduce a questa preziosa opera della natura forgiata dal mare e dal vento. Quindici metri di altezza che solleticano lo spirito dei più coraggiosi che si cimentano in tuffi e che negli anni hanno incantato numerosi registi che hanno scelto questa località per le riprese dei loro film. Ultimo in ordine di tempo Una piccola impresa meridionale.

S'Archittu

S’Archittu, e voi vi tuffereste?

Quella di S’Archittu è una galleria naturale, residuo di una antica grotta marina, che collega il mare aperto con una deliziosa baia. Colpiscono il suo bianco candore nelle belle giornate di sole, la roccia a tratti levigata, i crateri ricoperti di sale che si possono osservare passeggiando sulla parte superiore.

Stendete i vostri asciugamani sulla sabbia della piccola spiaggia e immergetevi nelle azzurre acque cristalline e se siete dei buoni nuotatori cercate di raggiungere l’arco. Ma, soprattutto, trattenetevi fino al tramonto per assistere all’emozionante spettacolo del sole che lentamente fa capolino sotto la volta.

S'Archittu

Stendete i vostri asciugamani e godetevi le acque cristalline

Cosa vedere: la Costa Verde

La Costa Verde è un lembo di costa di circa 50 km puntellato da lentischi, ginestre e da ginepri piegati dal maestrale. Ma non è la macchia mediterranea a renderlo un luogo probabilmente unico in tutta Europa bensì le immense dune di sabbia color ocra, le atmosfere da western e le insenature che ricordano i fiordi. Una costa spesso accarezzata dal vento e perciò meta amatissima dai surfisti di tutto il mondo che accorrono qui per cavalcare le onde.

Torre dei Corsari

Questa località nel territorio di Arbus deve il suo nome alla Torre di Flumentorgiu, eretta dagli spagnoli nel XVII per avvistare le navi saracene in arrivo. La fortificazione, detta anche Torre di Cala dei Corsari, è posta su un promontorio a sud della spiaggia da cui domina il paesaggio.

La Torre di Flumentorgiu

La Torre di Flumentorgiu

Di qui infatti la vista ha il piacere di perdersi a nord sulle alte distese di sabbia color ocra ed a sud sulle falesie e sulle piccole calette in cui poter trovare riparo nelle giornate ventose e, perchè no, dove godervi magari un romantico tramonto.

Lo spettacolo delle dune che si mescola alla macchia mediterranea e che lambisce parte delle abitazioni rende quella di Torre dei Corsari una delle spiagge più belle della costa occidentale con le sue acque smeraldo. Non vi nascondo che svegliarmi al mattino presto e vedere il sole sorgere sull’enorme distesa di sabbia gialla è stato tra i più bei spettacoli mai visti.

Certo è una costa quella occidentale dove il vento con i suoi umori fa da padrone ma questa Sardegna aspra e indomita è un piacere. Soprattutto per chi è alla ricerca di tranquillità.

Torre dei Corsari

Le dune di Torre dei Corsari

Torre dei Corsari

Tramonto in una piccola caletta a Torre dei Corsari

Piscinas

Da Torre dei Corsari si arriva a Piscinas seguendo un tragitto dallo straordinario impatto visivo che richiama alla memoria la rossa terra australiana. Lasciata la strada asfaltata e proseguendo lungo uno sterrato infatti vi troverete a guadare un insolito ruscello rosso che scorre tra la fitta macchia mediterranea.
Si tratta del Rio Piscinas la cui particolare colorazione rossa è dovuta alla presenza di residui metallici versati dal suo affluente, il Rio Irvi, e provenienti dalla miniera dismessa di Casargiu chiusa ormai quasi 30 anni fa.

Rio Piscinas

Un ruscello rosso si fa largo tra la macchia mediterranea. E’ il Rio Piscinas

Rio Piscinas

Vi avevo promesso paesaggi insoliti!

Le dune di Piscinas sono un vero e proprio spettacolo della natura o meglio del vento. Si estendono nell’entroterra per ben 2 km ed ogni giorno il maestrale ne modella le forme rendendole tra le più alte dune vive d’Europa (pensate che possono raggiungere i 100 metri di altezza).

E come se non bastasse a rendere lo scenario di questa zona ancora più spettacolare sono i resti arrugginiti di vagoni abbandonati e binari che si perdono nella sabbia, testimoni dell’attività estrattiva che ha caratterizzato questa zona fino a qualche decennio fa. Un museo a cielo aperto dove la natura sembra volere riprendersi ciò che l’uomo le ha tolto. Paesaggi fuori dal tempo vi aspettano nella zona di Piscinas: dune che pur essendo avvolte dalla vegetazione affascinano come quelle del deserto africano e quel suo passato arrugginito in mezzo alla natura.

Dune di Piscinas

Non sentite anche voi il riff de Il Buono, il Brutto e il Cattivo?

Dune di Piscinas

Pezzi di passato

A proposito, una natura piegata dal vento ma che resiste indomita come ci mostra il famoso e meraviglioso ginepro solitario di Piscinas. E non stupitevi di vedere sgambettare lungo la spiaggia qualche esemplare di cervo sardo.

Il ginepro solitario

Su ghiniperu, il ginepro solitario di Piscinas e sullo sfondo il Monte Arcuentu

Cosa vedere: la Sardegna mineraria

Poco distante dalle dune di Piscinas si trova il suggestivo villaggio minerario di Ingurtosu, inserito nella rete dei Geoparks Unesco dal 1997. Credetemi se vi dico che merita deviare fino qui prima di discendere la costa verso Buggerru.
Sarete ripagati dalla bellezza di un insediamento dove il tempo sembra essersi fermato, dove i ruderi, gli edifici della direzione, i pozzi ed i carrelli assediati dalla vegetazione regalano un’atmosfera surreale agli occhi del visitatore. Con la mente non potrete fare a meno di immaginare come fossero quei luoghi nel pieno della loro attività.

Poco più in là, si trova un altro pezzo di archeologia industriale: la Laveria Brassey dove venivano lavorati i materiali blendosi estratti nelle miniere della zona. Se volete avere maggiori informazioni sulle 8 aree del Parco visitabili potete consultare il sito del Parco Geominerario.

Solitamente i luoghi abbandonati sembrano quasi deturpare il paesaggio ma non questi. Li vedi apparire dopo alcuni tornanti punteggiati da corbezzoli da cui si alzano in volo upupa e hai l’impressione di trovarti di fronte ai resti di chiese medievali di mattoncini rossi

Cosa vedere: Buggerru

Cala Domestica

A pochi km da Buggerru si trova una delle spiagge più belle del Sulcis Iglesiente. Si tratta di Cala Domestica, un’insenatura che si apre tra due grandi falesie calcaree alla fine di un fiordo. La spiaggia fungeva da imbarco dei minerali che giungevano tramite ferrovia dai siti minerari della zona ed ancora oggi, lambiti dalle acque, sono visibili i ruderi dei magazzini e dei depositi.

Cala Domestica

Cala Domestica

Ciò che rende speciale questa baia di sabbia fine ed ambrata bagnata da acque verdi azzurre è una seconda spiaggia semi nascosta chiamata La Caletta che si raggiunge attraverso una breve galleria scavata nella roccia dai minatori. Si rimane senza parole quando dalla penombra del tunnel si emerge nella luce che si colora delle verdi acque cristalline.

Cala Domestica

La caletta oltre la galleria

Cala Domestica

Paesaggi dove la natura domina incontrastata

Gallerie Henry

Ma le meraviglie del Sulcis Iglesiente non si limitano alle bellezze naturali e la vicinanza di Cala Domestica a Buggerru è un ottimo motivo per scoprire il passato minerario di questo borgo. Prendete il trenino elettrico e percorrete la Galleria Henry, un sistema di gallerie scavate nel 1865 nell’altopiano di Plano Sartu a 50 metri sul livello del mare. Dal buio dei tunnel si aprono delle finestre a picco sul mare. Lo spettacolo della natura incontra il lavoro dell’uomo.

E se avete voglia di saperne di più della realtà mineraria di Buggerru e della dura vita di chi vi lavorava potete visitare il Museo del Minatore che è stato aperto proprio nell’edificio che ospitava la falegnameria che fu testimone dei moti del 1904 che portarono alla morte di tre minatori.

Sono giunta sulla costa occidentale senza sapere cosa aspettarmi. Sapevo avrei incontrato una terra diversa perchè la cosa bella della Sardegna è proprio la diversità, anzi le sue tante diversità, e così è stato. L’ho vissuta con lentezza in caldi giorni di ottobre con la testa fuori dal finestrino per strade quasi deserte con l’aria intrisa dei profumi della macchia mediterranea. Ho calpestato la sabbia delle dune che lentamente sembra voler cancellare il passaggio dell’uomo e sentito sul viso la forza del vento che piega i ginepri. Sono scivolata sotto le sue acque cristalline per scoprirne i fondali quasi in solitudine. Ho visto i luoghi in cui si è scritta una pagina della storia del Sulcis e del popolo sardo. Luoghi in cui la natura ha spodestato l’uomo prendendosi la rivincita.
E dalla rude bellezza di questa Sardegna sono stata rapita.