Di jinn e fate in Cappadocia

Di jinn e fate in Cappadocia

La Cappadocia con i suoi paesaggi lunari cesellati nei millenni dall’abile mano di madre natura e le sue città scavate nel ventre della terra è una delle zone più visitate della Turchia.
È in questo territorio magico e fiabesco che a centinaia si ergono pinnacoli e coni sormontati da massi dalle forme curiose che hanno preso il soprannome di Camini delle Fate.

Un nome suggestivo che ammanta queste valli turche con una coltre di magia. Sebbene la scienza ci riporti con i piedi per terra, ricorrere alla mitologia rende la lettura di questi luoghi ancora più affascinante.
E secondo la leggenda un tempo in queste formazioni vivevano le fate.  Queste gentil fanciulle, dopo essersi allontanate, vi fecero ritorno sotto forma di piccioni.
Fortuna volle che gli abitanti avessero scavato delle nicchie nelle pareti per incoraggiare i piccioni a nidificare.  Un tratto che rende queste rocce oggi ancora più caratteristiche.

Il villaggio di Uçhisar

Il piccolo villaggio di Uçhisar nella provincia di Nevşehir è una delle zone più belle da scoprire durante un giro della Cappadocia per le sue case scolpite nel tufo e soprattutto per il panorama sulla valle e sui Camini delle Fate che si ammira dall’alto del suo castello.
Si tratta del punto più alto della Cappadocia tanto da essere visibile per kilometri.

Uchisar

Il suo aspetto certamente non corrisponde all’immaginario collettivo di un castello, anzi al primo sguardo sembra più una roccia crivellata di colpi che una fortezza.
I cunicoli scavati al suo interno per secoli sono stati casa per gli abitanti del villaggio finchè negli anni ’50 le autorità non ne hanno disposto l’abbandono per il pericolo di frane. Per aspetto e per storia ricorda mi ricorda un po’  Matera, non sembra anche a voi?

Creature della mitologia turca

Il jinn

Tra le strane creature che popolano le leggende turche non può mancare il famigerato jinn. Un essere che già solo a sentirlo nominare fa rabbrividire i turchi.
Ci sono numerosi riferimenti ai jinn nel Corano. Secondo la credenza islamica sono creature che vivono tra noi ma che non possiamo vedere sebbene loro ci vedano. Hanno le capacità di scegliere tra il bene ed il male e ce ne sono anche di benevoli ma la loro natura è principalmente maligna.

I jinn nel loro vivere sono simili agli umani. Si sposano, fanno figli, si nutrono e muoiono persino, ma a differenza dell’uomo possono trasformarsi in tutti i tipi di animali, spesso capre, e spostare oggetti.

Tra i jinn delle leggende turche c’è il Gulyabani. Rappresentato come un gigante con lunga barba e bastone, ha il corpo coperto da piume e piedi enormi e puzzolenti rivolti all’indietro.
Dorme nei cimiteri di giorno e di notte vaga nei deserti e nei luoghi desolati sotto le sembianze di una bellissima donna alla ricerca di viaggiatori.
Dopo averli distolti dal loro cammino li uccide e li mangia (spero non siate particolarmente suggestionabili, amici viaggiatori 🙂 )

 

Di jinn e fate in Cappadocia

Il matrimonio dei Jinn

Di incontri con jinn e fate gli abitanti del villaggio di Uçhisar in Cappadocia ne hanno da raccontare.
Sarà forse perchè la Cappadocia ed i Camini delle Fate sembrano luoghi magici e misteriosi che aiutano l’immaginazione a correre, offrendo terreno fertile alle superstizioni ed alle credenze popolari. Tutte cose a cui i turchi non sono immuni.

I jinn, solitamente invisibili, di tanto in tanto appaiono sotto forma ora di capra ora di uomo. Approfittando delle migliaia di grotte e delle cavità disseminate lungo tutto il territorio, amano saltare fuori da un cunicolo gridando a voce alta per terrorizzare a morte i malcapitati.  Le fate invece preferiscono ammaliare ed ipnotizzare gli uomini con la loro bellezza per convincerli a fare tutto ciò che vogliono.

Tra le leggende ancora oggi tramandate dagli anziani del villaggio vi è quella del matrimonio dei jinn. Non vi è anziano che non abbia sentito storie di amici o parenti che vi si sono imbattuti oppure non abbia vissuto in prima persona questa esperienza.

Nessuno partecipa volentieri ad un matrimonio di tal genere. Anzi, ne si diventa protagonisti senza volerlo di notte quando è tutto buio e lungo le strade non c’è anima viva.
“Attenti voi che lasciate il villaggio o vi inoltrate nei boschi con le tenebre!” è il monito degli anziani nel raccontare le storie.

Tutte le storie hanno un comune denominatore: il suono di corni e tamburi, seguito dal vociare di una moltitudine di persone, che rompe il silenzio della notte.
Il malcapitato che è sulla via di casa non può fare a meno di avvicinarsi incuriosito.
Non lo fareste anche voi se nel buio della notte vi imbatteste in una festa?

C’è un corteo nuziale per strada accompagnato da musica e canti. Un grande fuoco e tanto cibo. Qualcuno si avvicina al solitario viaggiatore e lo invita a partecipare. Chi mai penserebbe che i tanti racconti folcloristici un fondo di verità ce l’hanno? E poi si sa, i jinn sono abili nell’ammaliare.
Lo coinvolgono nelle danze e lo fanno sedere a quella ricca tavolata.

Sono i piedi rivolti all’indietro degli invitati a far aprire gli occhi a chi partecipa suo malgrado ad un matrimonio jinn.
Ed in quel momento l’unica salvezza è nel recitare la Baslama invocando Allah.
In un attimo scompaiono tutti i jinn, il fuoco si trasforma in cenere ed il cibo in sterco e polvere.

I jinn non uccidono gli umani che partecipano ai loro matrimoni, ma gli causano una profonda angoscia e gli penetrano talmente nell’animo da terrorizzarli per il resto della loro vita.

Cari amici viaggiatori, se doveste trovarvi a percorrere di notte le strade che da Uçhisar conducono agli altri villaggi, non fatevi ammaliare dal suono di tamburi e corni.
Non vi fermate e tirate dritto!

 

*Tutte le foto e le illustrazioni sono prese dal web.