Oslo, cosa vedere a piedi in un giorno

Oslo, cosa vedere a piedi in un giorno

Prima di parlare di Oslo devo fare una premessa: tutti quelli con cui ne avevo parlato me l’avevano descritta come una brutta città. Sono arrivata così nella capitale norvegese con la certezza che ne sarei tornata delusa. Ma perché questo pregiudizio nei confronti di Oslo? Credo che tutto dipenda dal paragone con altre capitali scandinave come Stoccolma e Copenaghen. Paragone assolutamente sbagliato perché ogni città ha le sue peculiarità.

Oslo non ha un caratteristico porticciolo colorato o ponti pittoreschi, ma è stata capace di riqualificarsi armonizzando un’architettura di avanguardia con la natura ed il paesaggio circostante. Per me la capitale norvegese è stata equilibrio.

Io ed il mio compagno di viaggio giungiamo ad Oslo con un volo della Norwegian proveniente da Tromsø. Abbiamo solo un giorno per visitare la capitale e, diversamente dal viaggio di andata, questa volta alloggiamo in centro. Voglio vedere il più possibile di Oslo nell’unico giorno a disposizione e, viste le differenze di vedute, propongo al mio amico di separarci.
Con mia grande gioia è d’accordo con me e così il mio giro della capitale norvegese può avere ufficialmente inizio.

Certamente avrei potuto vedere molte più cose spostandomi con i mezzi, ma non mi pento di essermi mossa a piedi. Così mi sono goduta i colori di Oslo che, vi assicuro,  in inverno sono suggestivi.

Cosa fare ad Oslo a piedi in un giorno

Passeggiare lungo la Karl Johans Gate

L’hotel in cui alloggio è centralissimo ed in pochi minuti sono già nella via principale, la Karl Johans Gate, dove si respira un’atmosfera vivace e giovane. Forse è la zona più animata e frequentata della capitale. Tra negozi e caffetterie è un via vai di turisti e residenti.  Mi accorgo casualmente di essere davanti al Parlamento Norvegese.
Come noterò anche davanti al Palazzo Reale, non ci sono transenne o barriere e onestamente non mi sembra nemmeno di vedere poliziotti. Respiro a pieni polmoni l’aria di civiltà che soffia in questa parte di mondo.

Oslo

Il Parlamento Norvegese

La Karl Johans Gate è un must per chiunque si trovi nella capitale. Lungo quest’arteria che ha inizio dalla Oslo S, la stazione centrale, si ha uno spaccato della città a 360 gradi. Giovani musicisti ed artisti di strada, pub e ristoranti, negozi e centri commerciali, nel viale più importante di Oslo l’atmosfera è sempre vivace e frizzante. Lungo questa arteria il 17 maggio, Giorno della Costituzione e Festa Nazionale, sfila la tradizionale parata dei bambini vestiti con i bunad, gli abiti tradizionali, tra lo sventolio di migliaia di bandiere norvegesi.

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Il Palazzo Reale

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La vista dalla collinetta su cui sorge il palazzo reale

A dominare dall’alto la Karl Johans Gate c’è il Kongelige Slott, il Palazzo Reale. La residenza dei sovrani norvegesi è visitabile solo in estate e con visita guidata, ma tutto l’anno potere sempre assistere al cambio della guardia alle 13.30.

Visitare la Galleria Nazionale

Solitamente non amo chiudermi in musei o gallerie ma ad Oslo devo fare un’eccezione e andare alla Galleria Nazionale. Non posso perdermi una delle opere d’arte più iconiche del diciannovesimo secolo, simbolo dell’ansia e dell’inquietudine del secolo. Avrete subito capito che sto parlando dell’Urlo di Munch.

Non è l’unica sorpresa che riserva questo museo: la sala dedicata a Munch oltre che il suo dipinto più celebre conserva opere davvero eccezionali come Madonna, La Danza della Vita, La Fanciulla Malata.

L'Urlo

Nella Galleria Nazionale sono esposte le maggiori opere d’arte norvegesi ma non mancano quelle di artisti internazionali come Cezanne, Monet, Picasso e Goya.

Attualmente la Galleria è chiusa e l’intera collezione è in via di trasloco nel nuovo Museo Nazionale che aprirà nel 2022. Sarà il più grande museo d’arte dei Paesi Scandinavi e riunirà sotto il proprio tetto la Galleria Nazionale, il Museo d’Arte Contemporanea ed il Museo del Design Industriale.

Oslo

Pranzare in un ristorante ad Aker Brygge

Si è già fatto quasi mezzogiorno e per la serie meet the locals devo incontrare il mio amico Christian ad Aker Brygge, forse la zona più amata di Oslo. Una volta sede dei cantieri navali, ora riqualificata in nome di un’architettura d’avanguardia, dell’ecosostenibilità e luogo di incontro per norvegesi e turisti.

In zona ci sono uffici, negozi, caffe e ristoranti che si affacciano sui moli del vecchio porto. Se avete la fortuna di essere ad Oslo in inverno potrete godere di un affascinante spettacolo naturale. L’acqua dell’Oslofjord in inverno è ghiacciata e la luce che si riflette sul ghiaccio è a dir poco spettacolare, soprattutto negli ultimi giorni delle notti polari.

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Le acque antistanti Aker Brygge a gennaio

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Gli splendidi colori invernali sul fiordo di Oslo

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La torre dell’orologio

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Il mio amico Christian ascolta divertito le mie disavventure culinarie in quel di Tromsø e mi dice che non posso lasciare Oslo senza aver sperimentato la cucina norvegese ed è così che mi porta in un delizioso ristorante lungo la promenade ed assaggio la più buona zuppa di pesci e molluschi mai mangiata nell’intera penisola scandinava!

Pranzare lungo i moli certamente non è un must, ma passeggiare in questa area o semplicemente sedersi sulla banchina e godersi l’atmosfera è un momento imperdibile di un viaggio ad Oslo.

Aker Brygge è un incredibile spazio urbano capace di collegare la città al suo lungomare. È in questo spazio che è stato in grado di trasformare un’area di cantieri navali in un quartiere vibrante che ho scoperto la bellezza di Oslo e la sua riqualificazione armonica con l’ambiente circostante

Scoprire l’arte moderna a Tjuvholmen

Tjuvholmen, proseguimento di Aker Brygge, è uno dei quartieri più recenti di Oslo e dà un’idea del volto nuovo che la capitale si è voluta dare. Alla sua progettazione hanno partecipato decine di studi di architettura europei e così è un mix di anime e di diversità architettoniche.

Oslo

L’Astrup Fearnley Museum of Modern Art

La ricchezza di gallerie d’arte, sculture ed installazioni artistiche fanno di Tjuvholmen il quartiere dell’arte per eccellenza. Tra le gallerie spicca l’Astrup Fearnley Museum of Modern Art, progettato da Renzo Piano, con la sua esposizione di arte contemporanea. L’edificio, sviluppato in tre volumi di legno e vetro, ricorda una grande vela.  Appena fuori il museo si trova il Parco delle Sculture con sette grandi strutture realizzate da famosi artisti contemporanei.

Oslo

Una delle sculture del parco

Il Municipio

Da Aker Brygge passando per il Centro Nobel per la Pace si giunge al Rådhus, il Municipio, uno dei simboli più famosi della città con le sue doppie torri che si affacciano sul fiordo. In una delle sue sale ogni anno ha luogo la cerimonia di consegna del Nobel per la pace.

Centro Nobel per la Pace

Il Centro Nobel

Non so voi ma quando penso ad Oslo la prima immagine che mi viene in mente è proprio il municipio in mattoncini rossi che si affaccia sul porto. Certo l’edificio non è dei più belli ma è indubbiamente il simbolo della città con le sue torri che si stagliano all’orizzonte delineando così il paesaggio dell’Oslofjord.

Lo stile è austero, funzionale oserei dire. Ad abbellirlo la statua del patrono della città Halvard Vebjørnsson e del re Harald.
Al suo interno ogni anno a dicembre si tiene la cerimonia per conferire il Premio Nobel per la pace

Oslo

Il municipio è forse l’immagine più famosa di Oslo

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Un particolare della facciata

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Lo spazio antistante il municipio. Sullo sfondo Akershus Festning

La Fortezza di Akershus Festning

Siamo nella zona dei terminal delle navi da crociera. Sullo sfondo, arroccati sul fiordo, svettano il castello e la fortezza di Akershus Festning, le cui mura hanno validamente difeso più volte nei secoli la città. La fortezza medievale è testimone di almeno 700 anni di storia di Oslo. Durante l’invasione tedesca i nazisti usarono la fortezza come luogo di prigionia e di esecuzione e qui almeno 40 partigiani vi trovarono la morte.

Avvolta nella neve ha un fascino irresistibile. Quasi mi sembra di fare un salto nel passato. Dall’alto della collina si possono vedere alcuni dei più bei panorami della città tra cui il fiordo con le enormi navi da crociera e l’Aker Brygge.

Oslo

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Akershus Festning

Akershus Festning

Il Teatro dell’Opera di Oslo

Dalla fortezza si raggiunge facilmente l’Operahuset, il Teatro dell’Opera di Oslo, un edificio unico nel suo genere. Avete mai pensato di poter passeggiare sul tetto di un teatro? Sì, perché è quello che si fa su quello dell’Opera. In una nazione come quella norvegese dove tutto ciò che è pubblico è fruibile, il nuovo Teatro dell’Opera è stato concepito e costruito come uno spazio urbano accessibile a tutti.

Come un iceberg che fuoriesce dall’acqua, il teatro con le sue bianche forme di marmo bianco scivola dolcemente col suo tetto spiovente fino al suolo permettendo a chiunque di calpestarne la superficie. Dal suo tetto, neanche a dirlo, si ha una visuale su buona parte della città.

Operahuset

L’Operahuset

Operahuset

Un iceberg che emerge dal fiordo

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Nel bacino d’acqua antistante l’Opera galleggia un’installazione di acciaio inossidabile e di pannelli di vetro che gira su sé stessa in balia delle maree e riflette i colori dell’ambiente circostante, che siano il mare ghiacciato in inverno o le acque azzurre in estate o la natura circostante. Nulla è lasciato al caso. L’installazione che si chiama She Lies è di un’artista italiana e si integra col paesaggio e l’ambiente urbano e ne riflette gli umori.

She Lies

She Lies

Il tempo ahimè è davvero tiranno e purtroppo mi manca il tempo per visitare il famoso Parco di Vigeland, un vero e proprio museo all’aperto con le sculture di Gustav Vigeland. Un parco assai curioso che accoglie 212 sculture di un unico artista.

Ad Oslo ho capito che non bisogna mai farsi influenzare dai giudizi altrui quando si sceglie una meta. I luoghi vanno vissuti attraverso le proprie esperienze e sensazioni. Non dimenticherò mai i colori nell’Oslofjord in una giornata invernale, il candore dell’Opera che si confonde con la neve, quella sensazione di armonia con il paesaggio e la serenità nei sorrisi dei norvegesi.