Cagliari, un weekend lento nella città dei fenicotteri

Cagliari, un weekend lento nella città dei fenicotteri

Non so se Cagliari volesse rendersi particolarmente bella per il mio arrivo ma mi ha accolta con un inaspettato e caldo abbraccio primaverile. L’arrivo è stato di quelli sognanti con l’aereo che dolcemente scende verso la pista costeggiando lo Stagno di Cagliari con il cielo baciato da un rosso e vigoroso tramonto.
Scendendo dalle scalette ho fatto un lungo respiro ed assaporato quell’attimo. Mi mancavano i tramonti vissuti nello scalo sardo con il sole che si perde tra le montagne sullo sfondo..

Ho percorso il tragitto fino all’uscita dallo scalo quasi ad occhi chiusi.
L’ho percorso così tante volte da averne perso il conto, ma a Cagliari non mi ero mai fermata.

Ad aspettarmi all’uscita c’è il mio George. Per una volta, felice lui, non gli tocca farsi alla guida 220 km per ritornare verso il nuorese, nostra solita tappa.
Ci fermiamo un attimo al B&B in zona Via della Pineta e poi via verso il centro per buttarci nel caos cagliaritano.
Percorriamo l’elegante Via Roma con i suoi portici e poi Largo Carlo Felice.

Cagliari

Via Roma con i suoi portici

Vivace, caotica e brulicante di gente.
Non so cosa mi aspettassi davvero da Cagliari ma finora avevo vissuto l’esperienza della Sardegna dei borghi e delle piccole città. Ecco mi è sembrata la più continentale delle città sarde viste finora. Ad essere sincera per alcune sue caratteristiche mi ha ricordato persino Genova.

Cagliari

Come l’ho vissuta? In estrema lentezza. Certo, avrei potuto vedere decine di cose ma io la Sardegna amo assaporarla lentamente ed ho fatto lo stesso col capoluogo. Il mio è stato un giro lento di Casteddu, come i cagliaritani chiamano la loro città. Io Cagliari me la sono voluta godere senza fretta, rilassandomi. Se volete qualche consiglio su cosa fare a Cagliari in un weekend vissuto lentamente allora siete nel luogo giusto.

Girare per il quartiere Marina

È ormai sera quando giungiamo in centro. Dopo aver tentato disperatamente di trovare un parcheggio, capitoliamo e lasciamo la macchina nel grande posteggio a pagamento delle FS. Sarà la nostra soluzione durante tutto il nostro soggiorno. Consiglio anche a voi di fare altrettanto.

Il quartiere Marina si affaccia sul porto di Cagliari e con il quartiere di Stampace condivide via Roma, uno dei salotti della città, con la sua sequenza di porticati.
A dividerli c’è Largo Carlo Felice con i suoi imponenti palazzi ed il brulicare di gente. Quello di Marina è forse il quartiere più vivace e caratteristico di Cagliari. O perlomeno così mi è sembrato. La Marina, una volta chiamata Lapola, fu fondata nel XIII secolo dai pisani ed era abitata da commercianti, marinai e mercanti. Non poteva essere doversamente posta com’era di fronte al mare.

Cagliari

Tra le stradine de La Marina

Saliamo lungo Largo Carlo Felice e ci mescoliamo con moltitudine del weekend. Ci infiliamo in una delle vie che dipartono dal viale per poi salire verso Via Manno, la via dello shopping cagliaritano.

Cagliari e le sue salite..di cui non sapevo assolutamente nulla! George, come hai potuto non dirmi niente? Lo sai che io e le salite non andiamo molto d’accordo! Dicevamo le salite. Una parte della città sorge su 7 colli calcarei e così, inaspettate e silenziose, di tanto in tanto tra gli edifici si aprono improvvisamente scalinate o dolci salite.

Mancano pochi giorni a San Valentino e le vetrine sono un’esplosione di cuori e rose rosse. Ci fermiamo per un veloce aperitivo prima ritornare verso la parte bassa del quartiere. Se da una parte la Marina si fa ammirare per i bei palazzi di fine ottocento che costeggiano Largo Carlo Felice dall’altra, se ci si perde tra le strette stradine, racconta un quartiere decisamente più pittoresco con piccoli ristoranti ed osterie, negozi etnici e botteghe di artigianato sardo. Un mix di profumi e colori. Talvolta abbandonato a sè in alcuni suoi angoli ma non per questo meno affascinante, anzi.

Cagliari

Abito tradizionale di Desulo in una bottega del quartiere Marina

Percorrendo Via Sardegna con il suo andamento poco rettilineo si passa davanti ad un gran numero di ristoranti di pesce. Ce n’è per tutti i gusti. Dalle vecchie e genuine trattorie ai ristoranti più moderni da pochi posti, tra i quali anche alcuni di quelli visti in un noto programma tv. Con non poca sorpresa, ci imbattiamo nelle rovine della Chiesa di Santa Lucia della Marina all’angolo di Via Napoli. Un incontro inaspettato che mi lascia quasi senza parole. Sicuramente non mi sarei aspettata di trovare un’area archeologica tra un locale e l’altro. Dovrebbe trattarsi della chiesa più antica del capoluogo sardo.

Cagliari

Chiesa di Santa Lucia della Marina

Nel quartiere della Marina si trova un’altra delle chiese più antiche della città: Sant’Eulalia. Negli anni ’90, durante una serie di lavori di restauro, il ritrovamento di un pozzo colmo di detriti ha portato alla luce i resti di un più antico quartiere al di sotto della chiesa.

L’area archeologica, i cui sedimenti e le cui stratificazioni raccontano 25 secoli di storia, si estende per circa 900 metri ed è una delle più ampie dell’isola. Un percorso sotterraneo caratterizzato da una strada lastricata di epoca romana, pozzetti ed uno scarico fognario, una cisterna a bottiglia profonda 6 metri, un’area porticata, un piccolo tempio, cripte e persino una cava a cielo aperto di età tardo punica. Nell’area archeologica è stato rinvenuto anche un thesaurus, un piccolo monumento per la raccolta delle offerte, con all’interno oltre 300 monete bronzee la cui datazione parte dal III secolo a.C.

Visitare il Mercato di San Benedetto

Cagliari va vissuta lentamente ok, ma se siete in città per il solo weekend ed amate i mercati, allora dovete puntare la sveglia presto per godervi quello di San Benedetto di sabato mattina.

George mi ci ha portato alle 8.30. A proposito, io non ne conoscevo l’esistenza sebbene ami i mercati. “Domani andiamo al mercato di San Benedetto. È tra i più grandi d’Europa, sai?” mi ha detto.
Non me lo sono fatta ripetere due volte.

Cagliari

Il mercato si trova nell’omonimo quartiere ed è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici. Evitate la macchina se potete perchè la zona è molto popolata e rischiate di finire come noi ingurgitati nel traffico cagliaritano.

Antico Mercato di San Benedetto dice la targa su uno degli ingressi. La sua storia inizia nel 1957 quando prende il posto del vecchio mercato del Largo Carlo Felice. Con i suoi 8000 m² quello di San Benedetto è il più grande mercato civico coperto in Italia nonchè uno dei più grandi in Europa. Al piano rialzato a fare da padroni sono i colori della frutta e verdura ed il profumo del pane oltre ai box della carne e dei prodotti caseari tipici, ma è nel piano interamente dedicato ai prodotti ittici che si fa sentire tutto il fascino del mercato.

Mercato San Benedetto

Sui banconi fanno bella mostra le più disperate varietà di pesci e crostacei e poi le cozze e le arselle, presenze immancabili nei piatti di mare sardi, ed ovviamente la bottarga di muggine. Il tutto accompagnato dalla simpatia e dalla cordialità dei venditori che non lesinano suggerimenti su come cucinare il pescato mentre le loro abili mani aprono i frutti di mare o sfilettano il pesce.
Se avessimo soggiornato in casa non vi nascondo che ci saremmo portati via mezzo reparto ittico. Personalmente mi sono dovuta accontentare della bottarga.

Mercato San Benedetto

Il mercato è aperto dalle 7 alle 14 e se ci fate un salto verso le 13 potreste tornare a casa con del buon pesce fresco ad un ottimo prezzo. Se siete particolarmente attratti dal reparto ittico evitate il lunedì perché gli espositori sono in numero davvero esiguo.

Pranzare al Poetto

Ancor prima di arrivare in Sardegna, c’era un luogo che più di ogni altro ricorreva nelle conversazioni su Cagliari: il Poetto, la famosa spiaggia cittadina che per 8 km si estende dalla Sella del Diavolo fino a Quartu Sant’Elena. L’anticipo di primavera ci ha portato a goderci questo lungo lembo di sabbia bianca in una calda domenica mattina.

Poetto

La spiaggia del Poetto e la Sella del Diavolo

Io non so se il Poetto sia la spiaggia più amata dai cagliaritani ma stando al gioioso affollamento nella nostra soleggiata domenica di febbraio direi proprio di sì. È stato al Poetto che ho avuto la netta sensazione che Cagliari, che tu sia solo di passaggio o un abitante, vada vissuta lentamente.

Sella del Diavolo

Un’ichnusa vista Sella del Diavolo

Il Poetto è un piccolo mondo animato da una popolazione eterogenea. Gruppi di giovani che si godono l’aperitivo, famiglie con bambini, cani con i loro padroni ed allievi delle scuole di vela o di surf. La brezza marina, il rollio del mare ed il panorama della Sella del Diavolo sullo sfondo: il Poetto è una tappa obbligatoria a Cagliari. Noi ci siamo fermati per un aperitivo e l’atmosfera era di quelle così leggere e rilassanti che non ce lo siamo fatti ripetere due volte ed abbiamo prenotato un tavolo per il pranzo. Su consiglio della nostra host, ci siamo fermati a Le Palmette e non ne siamo stati delusi.

Il promontorio della Sella del Diavolo incornicia la Marina Piccola, il porticciolo turistico di Cagliari. Una lunga passeggiata parallela alla riva conduce ad un piccolo anfiteatro popolato di bambini che giocano mentre una distesa di barche a vela ormeggiate si riflettono nello specchio d’acqua all’ombra della Sella del Diavolo.

Cagliari

La Marina Piccola

Cagliari

Lo specchio d’acqua della Marina Piccola

Intorno al porto, complice la bella giornata, è un pullulare di gente in mountain bike di passaggio verso i sentieri del promontorio. Nei miei giorni cagliaritani ho avuto la conferma di quanto i sardi amino le attività sportive all’aria aperta. E come dargli torto visti i grandi spazi e gli incredibili scenari naturali?

Visitare il Parco Naturale Molentargius

Non a caso ho definito Cagliari la città dei fenicotteri. Sono probabilmente la prima cosa che noterete nello Stagno di Cagliari mentre atterrate all’aeroporto di Elmas. E non di rado, passeggiando per la città ed alzando lo sguardo, sarete sorpresi da questi volatili in volo, come è successo a me.

Pensate a quegli automobilisti che nel bel mezzo del lockdown si sono trovati dei fenicotteri passeggiare tranquillamente per la città. Insomma questi eleganti uccelli sono da anni una presenza costante a Cagliari e non solo durante la stagione delle  migrazioni.

Parco di Molentargius

Pessima foto, lo so. Succede quando si lascia la macchina fotografica a casa (mannaggia a me!)

Immaginateli tutti assieme. Con il loro rosa acceso intenso che colora le lunghe zampe, il becco ed il piumaggio delle ali. È uno spettacolo quello di sa genti arrubia, la gente rossa, come sono chiamati i fenicotteri qui.

Il Parco di Molentargius si trova tra Cagliari e Quartu Sant’Elena e si raggiunge dal lungomare del Poetto.  Già solo passando con l’auto, senza addentrarvi tra i bacini d’acqua, potrete ammirare questi fantastici uccelli acquatici con le lunghe zampe ammollo nell’acqua.

Ma non sono solo i fenicotteri a popolare i 1600 ettari del Parco. Tra i bacini d’acqua dolce e salata vivono moltissime specie di uccelli come germani, aironi, cavalieri d’Italia tanto per citarne alcuni, oltre che anfibi e mammiferi.

All’interno del Parco, il cui ingresso è assolutamente gratuito, si possono effettuare diverse tipologie di escursioni, praticare il birdwatching, percorrere sentieri tanto in bici che a piedi e persino girare in battello. Insomma, fatemelo dire, invidio i cagliaritani per un simile habitat naturale a due passi dalla città. Se volete avere maggiori informazioni e prenotare visite guidate potete rivolgervi all’Infopoint presso l’Edificio Sali Scelti oppure dare uno sguardo al sito del Parco.
Molentargius

Mi sono trovata spesso a dire che la nostra voglia di catturare i momenti con la macchina fotografica ci impedisce di godere davvero delle bellezze di un luogo, ma devo ammettere di essermi pentita di non aver portato la reflex in questo viaggio. Il cielo incredibilmente azzurro puntellato quà e là di nuvole riflesso nei bacini d’acqua in cui i fenicotteri passeggiavano sinuosi è stato uno spettacolo per la vista.

Girare per il quartiere Castello

 

E improvvisamente ecco Cagliari: una città nuda che si alza ripida, ripida, dorata, accatastata nuda verso il cielo dalla pianura all’inizio della profonda baia senza forme. È strana e piuttosto sorprendente, per nulla somigliante all’Italia. La città si ammucchia verso l’alto, quasi in miniatura, e mi fa pensare a Gerusalemme: senza alberi, senza riparo, che si erge spoglia e fiera, remota come se fosse indietro nella storia, come una città nel messale miniato da un monaco. Ci si chiede come abbia fatto ad arrivare là. Sembra la Spagna, o Malta: non l’Italia.
D.H. Lawrence, Mare e Sardegna

Dorate, così mi sono sembrate in un caldo primo pomeriggio le strette viuzze di Castello. Questo storico ed antico quartiere di Cagliari è il cuore della città e dall’alto dei suoi 100 metri sul mare la domina.  Lo abbiamo visitato subito dopo pranzo con le stradine su cui si affacciano palazzi signorili ancora deserte. Con la luce del sole che accarezza la pietra e regala magicamente al giallo ed all’arancio dei palazzi nuove sfumature di colori.

Cagliari

Le stradine di Castello con i loro colori caldi

Castello per secoli è stato il centro della nobiltà cagliaritana e del ceto altoborghese nonchè sede del potere amministrativo. Nel Medioevo era abitato esclusivamente dai pisani ed in seguito dagli spagnoli. Ai sardi non era permesso abitarci tanto che alla sera il suono di una tromba li invitava a lasciare il quartiere prima che si chiudessero le porte.

Alla dominazione pisana si deve la fortificazione di Castello e la costruzione di torri a difesa della città. Ancora oggi ve ne sono diverse ancora visibili. Indubbiamente le più rappresentative sono la Torre dell’Elefante, risalente al 1300 con i suoi oltre 30 metri di altezza, e la Torre di San Pancrazio dalle grosse e possenti mura in pietra forte che una volta era il principale punto di accesso al quartiere.

Cagliari

Porta di San Pancrazio

La fortificazione di Cagliari è continuata anche con le successive dominazioni fino a giungere ai Savoia a cui si deve la costruzione del Bastione di Saint Remy, uno dei monumenti più noti del capoluogo. Se dovessi utilizzare degli aggettivi per definirlo sarebbero imponente e solenne. Perchè così appare se vi si giunge dalla sua parte frontale. Una doppia scalinata porta prima ad una Passeggiata Coperta e poi, attraverso un arco, sul belvedere Umberto I, una maestosa terrazza, da cui si accede al Bastione di Santa Caterina.

Bastione Saint Remy

Il Bastione Saint Remy

Cagliari

Alla terrazza del Bastione di Saint Remy siamo arrivati entrando dall’ingresso meridionale della cittadella, la Porta dei Leoni, chiamata così per le due teste leonine poste ai lati. Dal belvedere abbiamo potuto godere di un magnifico panorama sui tetti della città. La nostra vista si è persa fino al mare.

Cagliari

La vista dal Bastione di Saint Remy

Cagliari

È stato qui che ho avuto uno di quei déjàvu che mi hanno portato alla mente Genova. Se volete regalarvi un momento romantico e suggestivo durante il vostro soggiorno allora dovete vivere il tramonto qui, dalla finestra dei cagliaritani sulla città.

Cagliari

L’arrivo alla Porta dei Leoni che segna il passaggio dal quartiere della Marina al Castello

Le strette viuzze di Castello si inerpicano dolcemente lungo la collina. Le percorriamo mentre sono immerse nel silenzio del dopo pranzo. I raggi del sole filtrano tra i palazzi colorando il quartiere di tonalità calde. Qua e là si aprono piazzette, scalinate. Percorro le stradine con il naso all’insù, alla ricerca di colori, di balconcini in ferro battuto e di panni stesi.

Cagliari

Piazza Carlo Alberto

Castello

Il quartiere è ricco di numerosi palazzi di grande valore storico ed artistico come la maestosa Cattedrale di Santa Maria e di Santa Cecilia, edificata in stile romanico pisano prima e poi gotico catalano. Nel XVII secolo, durante i lavori di ampliamento, la facciata fu restaurata in stile barocco ma agli inizi del novecento la parte frontale fu demolita nella speranza che riemergesse il frontale esterno romanico. Oggi la cattedrale si presenta con una facciata neoromanica con tre archi. Sul portale centrale vi è un mosaico della Beata Vergine mentre su quelli laterali uno di San Saturnino, patrono della città, e uno di Santa Cecilia.

Cagliari

La Cattedrale di Santa Maria e di Santa Cecilia,

A pochi passi si trovano l’ex Palazzo di Città ed il Palazzo Viceregio, una volta dimora del rappresentante del re durante la dominazione aragonese.

Cagliari

La Cittadella dei Musei

Nella parte più alta del quartiere si trova il Museo Archeologico Nazionale, il museo più importante dell’isola, che espone reperti che vanno dal neolitico sino all’epoca bizantina. Oltre 7000 anni di storia che trovano posto su quattro piani espositivi. Nel museo sono esposti anche i famosi giganti di Mont’e Prama di epoca nuragica. Con mio grande rammarico devo dirvi che non ho visitato il museo. Errore gravissimo lo so, ma spero che questa non sia la mia unica visita a Cagliari. Non fate come me e non perdetevi il Museo Archeologico.

Cagliari

Una copia dei giganti di Mont’e Prama all’aeroporto di Elmas. Non perdetevi l’originale

Passeggiare a Stampace

Dalla Piazza dell’Arsenale attraversiamo Porta Cristina ed entriamo a Stampace, il quartiere delle sette chiese e delle piccole botteghe artigiane.

Ricordate quanto scrivevo poco fa sui sardi che al suono della tromba dovevano lasciare il quartiere di Castello? Be, la leggenda popolare vuole che il nome di Stampace derivi dal grido “sta in pace” urlato dai boia mentre buttavano giù dalla torre i sardi sorpresi all’interno delle mura a sera.

ll nostro giro a Stampace inizia con la lunga passeggiata panoramica su Viale Buoncammino. Questa terrazza alberata, voluta dai Savoia, con i suoi alti pini ci ha regalato un po’ d’ombra nel caldo pomeriggio. A fare da contorno a questo spazio verde urbano ci sono chioschetti e panchine. Un angolo di pace da cui godere di una vista a 360 gradi su Cagliari. Sì perché da questa lunga passeggiata in granito si abbraccia con lo sguardo tutta la città.

Stampace

La vista dal Viale del Buoncammino

Stampace

Il quartiere di Stampace si caratterizza per la presenza di numerose cavità sotterranea che durante la seconda guerra mondiale furono utilizzate come rifugio. Una di queste grotte si sviluppa proprio sotto il viale Buoncammino.

Alle pendici del colle, in una gola rocciosa, si trova l’Anfiteatro Romano risalente al II secolo d.C. Poteva accogliere 10.000 persone ed al suo interno si svolgevano i combattimenti tra i gladiatori e le lotte tra uomini e belve feroci. Tanto le gradinate che le celle sotterranee erano scavate nella roccia. Per secoli l’Anfiteatro è stato utilizzato come cava e le gradinate asportate ed usate come materiale di costruzione.

Anfiteatro Romano

L’anfiteatro

Anfiteatro Romano

Poco distante dall’anfiteatro si trova l’orto botanico. Se avete voglia di rilassarvi nel verde farete un’ interessante immersione tra la vegetazione dell’area del Mediterraneo e della Sardegna. Ad accrescere la bellezza di questo luogo si aggiungono alcuni resti di epoca romana come pozzi e cisterne.

Continuiamo la nostra passeggiata tra le vie di Stampace e, percorrendo Corso Vittorio Emanuele, un’area pedonale pullulante di bar e ristoranti, giungiamo in Piazza Yenne, un altro di quei luoghi che, al pari del Poetto, ricorrono sempre nei discorsi su Cagliari. La sua posizione rende Piazza Yenne la perfetta congiuntura tra i quartieri di Castello, Stampace e Marina. Ecco è l’ombelico di una vivace ed affollata Cagliari.

A farle da contorno bellissimi palazzi ottocenteschi ed il monumento del poco amato Carlo Felice dietro cui si nasconde un fatto curioso.

Qui comincia la via Da Cagliari a Porto Torres Decretata e sovvenuta del suo Da Re Carlo Felice E qui di Lui sorge la immagine in bronzo

Così dice l’iscrizione sul basamento del monumento. Il braccio del sovrano dovrebbe indicare la direzione per Porto Torres ma la statua fu posta al contrario sulla base e così indica la direzione opposta.

Godersi un aperitivo a Calamosca (e non solo)

A Calamosca ci siamo ritornati più volte durante il nostro soggiorno a Cagliari. Ne abbiamo amato la quiete che si percepiva, quel profumo di mare mescolato all’odore pungente della macchia mediterranea nell’aria.  Stretta tra il promontorio di Sant’Elia  e quello della Sella del Diavolo, Calamosca è un fazzoletto di fine spiaggia dorata mista a ciotoli dalle acque turchesi e smeraldo in cui ripararsi nelle giornate in cui soffia il maestrale.

Calamosca

La spiaggia di Calamosca

Ad incorniciare la piccola insenatura c’è la Torre di Calamosca o dei Segnali risalente al 1600. Un’altra delle torri difensive di cui è puntellata la costa sarda. Quella di Calamosca era una delle più imponenti. Una torre gagliarda, atta alla difesa pesante.
Ora è parte integrante del bel faro di Capo Sant’Elia, uno dei più antichi della Sardegna. I fari mi appassionano e mi sarebbe piaciuto visitarlo ma ahimè si trova all’interno di un’area sotto il controllo della Marina Militare. Tuttavia seguendo un sentiero si può arrivare sin sotto il faro e dalla scogliera godere in assoluta pace di uno splendido panorama. Non perdetevelo al tramonto.

Faro Capo Sant’Elia

Il faro del Capo di Sant’Elia

Capo Sant‘Elia

Ma non vi avevo forse parlato di un aperitivo da godervi a Calamosca? Non l‘ho dimenticato.
Alla sinistra della spiaggia c’è un bar terrazzato a picco sul mare con una strepitosa vista sulla baia. Non riesco ad immaginare luogo più speciale per un romantico tramonto. Seduti sulle poltroncine seguendo i funambolismi di gatti paciocconi ci siamo goduti un vermentino di Sardegna mentre il sole lentamente calava dietro la Torre di Calamosca.

Gli amanti del trekking e dell’archeologia a Calamosca hanno pane per i loro denti. A circa cento metri dal bar terrazzato si trova il punto di partenza di un percorso naturalistico sulla Sella del Diavolo. Tra ginestre, olivastri e ginepri si snoda un sentiero lungo il quale si incontrano cisterne romane e puniche, i resti del monastero di Sant’Elia ed una strada romana. Il tutto immerso in un contesto naturalistico che già dai primi passi regala scorci panoramici emozionanti.

Ho vissuto Cagliari lentamente. Con le sue miti giornate che anche in inverno ti fanno sentire un caldo abbraccio. La vista si è persa nei suoi colori. Cagliari per me è l’ocra degli edifici di Castello. Un colore che evoca il sole. Perchè Cagliari è la città del sole. Ne ho respirato il profumo tra i vicoli della Marina avvolti dalla brezza marina. Perchè a Casteddu il mare è ovunque: tra i banconi di San Benedetto, nel sapore dei suoi piatti, nei panorami.
Abbandonate i programmi serrati a Cagliari: celebrate la lentezza!

Cagliari