Mamma, ho perso l’aereo.

Mamma, ho perso l’aereo.

Londra, settembre 2006. Dopo 3 mesi di lavoro estivo nel Regno Unito è arrivato il momento di tornare a casa. In teoria. Sì, perché mi tocca fare la più temuta delle telefonate a casa.
Io: Mamma, ho perso l’aereo.
Mamma: Come??? Cosa?? hai perso l’aereo?
Ed il babbo che strappa il telefono di mano alla mamma e, con un tono severo, mi dice: Basta devi tornare a casa!!
Fosse facile papà!

Ora, per dirla tutta, io, la figlia sciagurata, non avevo colpe. Quello su cui sarebbero dovuti ricadere tutti gli anatemi possibili ed immaginabili era il mio fidanzato inglese di allora. A proposito, ma chi l’ha detto che gli inglesi sono precisi e puntuali?? Ecco, sebbene debba ammettere di aver perso un aereo nella mia storia di viaggiatrice, posso tuttavia affermare senza ombra di dubbio che non è stata affatto colpa mia.

In quella occasione il nostro ritardo ci è costato caro. Non solo abbiamo perso dovuto pagare la differenza sul nuovo biglietto, ma abbiamo dovuto trascorrere la notte su scomode sedie, atterrare su Roma invece che comodamente a Bari ed infine prendere il treno. Quasi un viaggio della speranza! Per non parlare poi di quelle cento sterline e passa di taxi buttate al vento nel vano tentativo di arrivare in tempo in aeroporto. Insomma una vera e propria stangata.

Ora non so se vi siate mai trovati in una situazione del genere, ma da quel volo perso in poi, faccio del mio meglio per arrivare in tempo in aeroporto.
Ho sperimentato di persona che ci sono degli errori che rischiano di far lievitare le nostre spese o addirittura di farci saltare completamente il viaggio.

L’arrivo in aeroporto

Diciamola tutta, non è che non ci fosse proprio più tempo per l’imbarco. Mancavano 35 minuti al decollo quando siamo arrivati a Stansted, ma con i controlli di sicurezza ancora da fare, in un aeroporto trafficatissimo come quello londinese, le possibilità di riuscire ad arrivare in tempo al gate erano pressochè nulle o almeno la pensavano così quelli dell’aeroporto che non ci hanno nemmeno permesso di provarci. Indubbiamente quella di arrivare in congruo anticipo rispetto al proprio volo aiuta ad affrontare con meno stress e preoccupazione un’ eventuale lunga fila ai controlli di sicurezza e ci evita di arrivare stravolti e di corsa al nostro gate.

Foto di djedj da Pixabay
Tu non puoi passare!

In alcuni aeroporti particolarmente trafficati poi è vera e propria follia arrivare all’ultimo momento senza aver messo in conto le lungaggini ai controlli di sicurezza. Penso ad esempio all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv dove il consiglio di arrivare con tre ore di anticipo rispetto al proprio volo non è affatto un’esagerazione come vi ho raccontato in un precedente post.

Stessa cosa dicasi per l’aeroporto principale di Istanbul. Da aprile è stato inaugurato il nuovo scalo che testerò solo tra un paio di mesi, ma vi ricordo che negli aeroporti turchi già per entrare nelle zone accessibili tanto a passeggeri che ad accompagnatori bisogna passare un primo controllo di sicurezza, per non parlare poi della fila al banco passaporti. L’aeroporto di Istanbul è un hub della Turkish Airlines ed il numero dei passeggeri in transito verso altre destinazioni è aumentato in maniera esponenziale ed in coda per il controllo passaporti si può restare anche un’ora negli orari di maggiore affluenza.

Politica bagagli

Le compagnie low cost ci danno l’opportunità di viaggiare molto più che in passato ma, inutile girarci attorno, hanno politiche sul bagaglio che fanno inevitabilmente lievitare i costi e che cambiano spesso e volentieri. Non so voi ma mi prendono 5 secondi di panico ogni volta che, a ridosso di un volo, mi arriva la mail della compagnia aerea di turno che mi ricorda delle modifiche alla norme sul bagaglio a mano. Avrò inserito l’opzione giusta al momento dell’acquisto? Sguardo veloce al biglietto e sì, Simona hai pagato il bagaglio.

Foto di Free-Photos da Pixabay

Ora non so se sia stata distrazione o furberia, ma in un mio viaggio a Malta sul mio volo ben quattro passeggeri al momento dell’imbarco hanno visto cadere sul proprio portafoglio la scure di mamma Ryanair. E questo non perchè il babaglio non entrasse nel misuratore della compagnia aerea ma perchè avevano acquistato la tariffa standard che prevede solo una borsa di piccole dimensioni mentre loro erano provvisti di zaino e trolley. Ora non so se avessero tentato di fare una furbata o meno, fatto sta che non hanno proferito parola e hanno mestamente porto la carta di credito.

Documenti

Prima di partire per qualsiasi viaggio, soprattutto quando si va all’estero, è bene accertarsi dei documenti accettati dalle compagnie aeree nonché di quelli necessari per entrare in un determinato Paese. Immaginate di essere in procinto di iniziare la tanto agognata vacanza ed al momento dell’imbarco sentirvi dire: mi dispiace ma devo rifiutarLe l’imbarco.

Che è proprio quello che è successo al passeggero davanti a me sul volo di andata per Malta. Sì, ancora lei. Per una serie di strane coincidenze durante il mio viaggio nel piccolo arcipelago del Mediterraneo ho assistito a tutto quello che un viaggiatore non dovrebbe fare per farsi andare di traverso le proprie vacanze. Indovinate un po’ quando ho preso ispirazione per questo post?

Anyway, motivo del rifiuto? Il passeggero viaggiava solo con la patente. Quindi ricordate: anche se siete cittadini europei e vi muovete in area Schengen la patente di guida non è riconosciuta come un documento di viaggio. Nel dubbio verificate sempre sul sito della Polizia di Stato oppure direttamente su quello della compagnia aerea con la quale state volando.
In quel frangente in cui si è consumato il rifiuto all’imbarco la frase mi è rimbombata nelle orecchie e mi sono passate per la mente immagini di delusione, di hotel pagati ed ovviamente i soldi buttati del biglietto aereo. Roba che ti crolla il mondo o giù di lì. Ho sinceramente provato dispiacere per il malcapitato che non ha provato nemmeno a protestare.

Attenti al gate!

Non so se sia l’impazienza di prendere il volo ma in aeroporto seduta non riesco proprio a starci, a meno che non abbia il monitor dello stato del volo proprio di fronte a me. Un’occhiata alle partenze di tanto in tanto dopo tutto non fa mai male. Alzi la mano chi si è trovato a dover cambiare gate dopo essersi messo in fila per l’imbarco. Ci sono aeroporti dove è la stessa compagnia aerea, solitamente low cost, a suggerirti di controllare il monitor per l’assegnazione del gate.

Penso all’aeroporto di Budapest dove gli imbarchi della Wizz Air sono in un hangar super spartano raggiunto solitamente dai passeggeri con una perenne corsa visto che il gate viene assegnato poco prima dell’inizio del boarding. A mia discolpa devo però dire che la mia ansia è una naturale conseguenza dei viaggi con il mio boss che fa di tutto per essere l’ultimo a salire. Ricordo uno dei primi voli interni in Turchia dove ad imbarco iniziato ha pensato bene di ordinare un’altra birra mentre a separarci dal nostro gate c’era ancora un ultimo controllo sicurezza.

Foto di StockSnap da Pixabay

Ma il fato non è sempre magnanimo e, a volte, ci ricorda che non bisogna sfidare troppo la sorte. Ebbene, dovete sapere che alla fine il mio boss un aereo, quello del ritorno che per chi effettua viaggi di lavoro è il più agognato, l’ha perso.  Non si era accorto che la fila che aveva visto incedere davanti alla sua sedia non era quella del suo volo e quando si è accomodato all’ultimo ha fatto l’amara sorpresa. Sebbene mancassero ancora 30 minuti al decollo del suo volo, il personale di terra della Turkish è stato irremovibile. Ahimè si può perdere un volo pur arrivando in aeroporto nei tempi richiesti.

E voi siete mai finiti nel maledetto girone dei malcapitati viaggiatori vittime di disattenzione?
Vi siete mai trovati a dover esclamare: Mamma, ho perso l’aereo?