In viaggio con zia

In viaggio con zia

Ancora un giorno ed ecco che la nostra avventura a Breslavia avrà inizio. Il primo viaggio all’estero con zia. Mi mette sempre un po’ di tensione partire con compagni di viaggio che non sono quelli abituali.
Per la cronaca: la zia sarei io. La compagna di viaggio invece la mia nipotina di 10 anni.

La zia che vizia un po’, che non giudica ma che dispensa consigli, ma soprattutto che tira su piccole viaggiatrici. Questo era ciò che mi ero sempre ripromessa di essere e sono contenta di avere cominciato con la nipotina questo percorso formativo.

Il primo viaggio all’estero solo io e lei. Ci avevo già pensato lo scorso anno ma poi mi ero detta che forse sarebbe stato meglio procedere a piccoli passi. Era nato così il nostro viaggio a Genova.

Una destinazione facile sulla carta che però si è rivelata un po’ più difficile del previsto perché siamo arrivate nei giorni più bui per il capoluogo ligure. Ricordo ancora il tremore nelle gambe appena atterrate. Che peso la responsabilità!

Anyway, eccoci pronte a fare un nuovo salto in avanti. Per la serie in viaggio con la zia quest’anno ci aspetta la Polonia! Una nuova sfida!

Ma un attimo, prima ci serve una dichiarazione di accompagnamento. Di cosa si tratta? I minori, quando non sono accompagnati da un genitore, per poter espatriare devono essere affidati ad una persona munita di dichiarazione di accompagnamento.

dichiarazione di accompagnamento

Dichiarazione di accompagnamento

Il modulo, scaricabile online, va presentato dai genitori all’Ufficio Passaporti della Questura o al Commissariato della Polizia di Stato indicando la persona a cui verrà affidato il minore.
Ricordate di presentare la richiesta per tempo. La nostra autorizzazione ha richiesto una settimana. E dire che credevo fosse uno di quei documenti emessi al momento. A proposito, ritirata fresca fresca due giorni fa e stavo anche dimenticando l’appuntamento! 😀

Programmi?

La realtà è che grandi programmi non ne abbiamo fatti. Una cosa su tutte però ha incuriosito la piccola viaggiatrice: la presenza di strani gnomi sparsi per tutta Breslavia. Tra i 300 ed i 400 o chissà anche di più visto che ne spuntano ogni giorno di nuovi.
Come dice il buon Aragorn, Andiamo a caccia di gnomi! (o giù di lì)

Dwarf of Wroclaw

Foto di lino9999 da Pixabay

Attraverseremo a testa in su Rynek, la Piazza del Mercato, rapite dalle facciate coloratissime dei palazzi che la incorniciano ed andremo alla scoperta di Ostrow Tumski, il cuore antico della città polacca. Non vedo l’ora di percorrere i suoi ponti e scoprirne le isole. Uno degli aspetti di Breslavia che hanno attirato subito il mio interesse.
E poi lasceremo fare al caso ed ai nostri piedi.

Avevo pensato all’inizio ad una serie di attività formato bambini ma la piccola viaggiatrice ha già lo spirito da adulto e vuole scoprire i tesori di questa città.
Un suo lato che mi aveva già sorpresa lo scorso anno quando, un po’ titubante, le avevo proposto di visitare il Castello d’Albertis a Genova e lei mi aveva risposto quasi stizzita Certo zia che mi interessano anche i musei!
Coglieremo però anche la dimensione estetica di Breslavia. La piccola è già pronta con la sua polaroid ad immortalare i momenti del viaggio. Spirito da adulto va bene, ma lasciamo correre libera anche la leggerezza da bambina.

Ed il cibo?

Sembrerà strano ma questo è l’aspetto del viaggio che più mi preoccupa. Solitamente escludo la cucina italiana quando sono all’estero ed il mio primo assaggio di cucina polacca mi ha così piacevolmente sorpresa che ho proprio voglia di continuare a scoprire nuovi piatti e fare scorpacciata di pierogi. Un piatto talmente irresistibile da farmi dire che uno tira l’altro!

pierogi

Foto di pasja1000 da Pixabay

Ecco quindi, tesoro di zia, ti voglio bene ma qui si mangerà polacco. E sia chiaro che ti puoi scordare il McDonald!
Un paio di ristoranti tipici li ho già puntati, vi racconterò poi se sono riuscita a farci una visitina.

Che poi non è che non mangi etnico. Dovreste vedere che brutta concorrente è la signorina quando andiamo a mangiare giapponese o cinese. Sono quei sapori forti e corposi delle cucine est europee che mi mettono un po’ in pensiero.

Un momento! Ora comincio proprio a sentirmi come una vecchia zia che si fa tanti problemi inutilmente.
In fondo la leggerezza appartiene alle zie, mentre è ai genitori che spettano tutte le preoccupazioni, no? E mentre la mamma è già partita con frasi del tipo ” no, io non te la do mia figlia” 😀 la piccola viaggiatrice scalpita per questa nuova esperienza e non vede l’ora di mettersi in viaggio con la zia.

Nel frattempo io sono nella fase ma chi me lo ha fatto fare ma ostento un’incredibile calma.
Respira Simona respira